Sui gioielli

Per fortuna non sono più ossessionata dal tempo che da pensionata gestisco a mio favore, senza gli impegni legati alla professione. Ci pensa l’orologio a muro a scandire i momenti della giornata che col tempo avverso e la limitazione motoria risulta molto lunga. L’orologio da polso che indosso quando esco non funziona più e decido di andare in gioielleria nei paraggi, per farlo rinvenire se possibile, oppure comperarne un altro di fattura simile – cioè piccolo e con la cassa rotonda – ma più economico, adocchiato in precedenza. Il negozio apre alle 9.30, dispone di quattro posti macchina già occupati quando arrivo prima delle 10 e il ranger addetto alla vigilanza mi autorizza a parcheggiare di fronte alla sua auto. Nella mia ingenuità, pensavo di non trovare quasi nessun cliente, supponendo che fosse già stata fatta man bassa di regali per i doni di Pasqua: sbagliato! Quando accedo al negozio, previo giramento delle porte comandate e prelievo del numero, scopro che sono il numero 49. Infatti dentro c’è almeno una decina di persone, la più piccola una bimba sui nove anni, presumo con la nonna. Ambiente accogliente, bel pavimento di marmo variegato, ma nessuna sedia. Aspettare sarà pesante. Quando arriva finalmente il mio turno, dopo circa 40′, chiedo alla ragazza a me deputata se effettivamente il numero assegnatomi corrispondeva ai clienti che mi avevano preceduto. Lei carinamente conferma. Acquisto uno swatch azzurro, con lo sconto del 30% e riporto a casa il mio bel orologio da polso, con l’incertezza che funzioni e l’invito a tenerlo d’occhio. Di sfuggita guardo le perle custodite dentro le varie teche. Non riesco a togliermi dalla mente l’afflusso di tante persone in gioielleria, dopo le feste. Non tutti avranno comperato oggetti preziosi, ma alcuni di sicuro. Sono un po’ disorientata e perplessa. Non sono invidiosa: semplicemente non ricevo in dono gioielli e nemmeno ne faccio. “I diamanti sono i migliori amici delle donne” è la celebre frase che Marilyn Monroe sussurra nel film “Gli uomini preferiscono le bionde” del 1953. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti!

10 pensieri riguardo “Sui gioielli”

  1. Sai cosa Ada? Ora ci sono le cresime e comunioni e probabilmente si usa ancora regalare un piccolo gioiello ,almeno alle femmine .Ai maschi faranno regali tecnologici oppure un bel orologio come si usava una volta ….ciao!!

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  2. Hai pienamente ragione Ada!!! La vecchia visione di vita, quella di mettere il soldino sotto il cuscino è finita!!! Quello che vedo anch’io è che l’economia è sorprendente e contraddittoria… anche con questi momenti difficili osservo dei fenomeni apparentemente paradossali, come un aumento al flusso nei bar e ristoranti compreso negozi più un crescente vendita di auto nuove molto grandi… credo sia una necessità repressa nel poter vivere oltre il possibile, cosa che mi sembra presente nella media e giovane età… per essere felici sembra che abbiano bisogno di un aumento delle attività di consumo, Non lo so forse hanno ragione loro tanto si vive una volta sola !!! Certamente il nostro governo ultimamente ha fornito degli sostegni economici con dei sussidi per i poveri che stimolano un po’ l’economia, nonostante le difficoltà molte persone hanno un atteggiamento ottimista e cercano di adattarsi alla circostanza in ogni caso è interessante osservare come l’economia e il comportamento umano possono essere complessi e Sfidanti da comprendere completamente, Certamente se fosse qua mio nonno girerebbe la ” fortaia ” dall’altra parte… ivano

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    1. Forte tuo nonno…immagino come farebbe! Vivere oltre il possibile mi sembra da scriteriati, però non reprimo e prendo le distanze. Dopotutto il mondo è bello perché è vario (ma io sto dalla parte della ‘sobrietá’) e ognuno cerca ciò che gli fa bene. Saluti e Salute! 👍

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  3. Quando apro il.portagioie non vedo solo pochi gioielli preziosi ma soprattutto ricordi appartenuti a mia madre o alla nonna oppure regalati in occasioni speciali.

    io non.li considero.preziosi per il.materiale fi cui sono fatti ma per il sentimento con cui sono stati regalati.

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  4. A sentir parlare di gioeielli mi torna in mente il mio viaggio a Singapore con scalo a Doha… In entrambi i posti le gioiellerie non avevano porte blindate e vendevano le catenine d’oro appese come da noi stanno le salsicce o i salami dal macellaio… Che ricordi! E che stranezza…

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    1. Mi fai sorridere: catenine d’oro appese come da noi le salsicce o i salami! Comunque prima ne ho sentita una: i gioielli più preziosi che potete avere al collo sono le braccia dei vostri figli! Ciao grande, un festoso abbraccio!

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