Arte terapeutica

È ripreso il programma dedicato agli artisti “Dalla Strada al Palco” condotto da Nek, cantante che si trova molto bene nei panni di presentatore: disinvolto, garbato, empatico, bello. Alla terza edizione, lo spettacolo consente a una decina di artisti in varie specialità di mettersi in mostra. Ognuno presenta il suo percorso attraverso un videoclip e poi si esibisce; sono ammessi anche gruppi, come quello dei saltatori Truzzi in gara. Il meccanismo che coinvolge il pubblico in sala mi sembra chiaro ed efficace. Le persone votano e alla fine della serata, i due partecipanti col punteggio più alto vanno in finale; si aggiunge un terzo concorrente ripescato tra gli ‘esclusi’ grazie al ripensamento dei due ospiti. Ieri sera è capitato a Paula Torres, cantante di origine argentina che si è unita ai due più votati, un duo di danzatori-acrobati e il giovane Matteo che disegna storie con le mani. Comunque tutti gli artisti si sono esibiti in performance spettacolari. Il programma mi piace molto, già a partire dal titolo, evocativo e profetico: la strada è maestra di vita e il palco consente di partecipare esperienze costruite quasi sempre con enormi sacrifici e molta determinazione. Un esempio, il padre 52enne che canta accompagnato dal figlio batterista affetto da sindrome di down. Più di un artista riconosce all’arte un potere terapeutico, quello che credo anch’io. Quando l’arte chiama, che sia strada o palco l’artista risponde, come ha fatto la danzatrice 39enne con le scarpette a punta, passata dal palco alla strada perché preferisce esibirsi difronte al pubblico ‘tete a tete’. Mettersi in gioco senza il conforto del dietro le quinte merita molta ammirazione. Mi capitò a Bassano, diversi anni fa durante un giorno di mercato di apprezzare un violinista che poi fotografai, col suo consenso. Mi procurò un’emozione che poi mi suggerì un racconto, a riprova che l’arte è generosa.

6 pensieri riguardo “Arte terapeutica”

  1. Ada,peccato che da noi gli unici artisti di strada che ho visto sono solo dei musicisti.Peccato !! Sarebbe bello vedere un acrobata ,un giocoliere ,un ballerino…..anche nelle nostre piazze.👏👏

    Piace a 1 persona

  2. Mi piace ” quando l’arte Chiama” è indubbio che chi ascolta risponde con ogni mezzo Sempre che abbia le orecchie aperte. Questa cosa mi fa sempre venire in mente una passeggiata con i miei nipoti a Jesolo; avevano intorno ai 10-11 anni e c’erano dei musicisti sudamericani che suonavano il latino americano tipo la salsa e reggaeton la bachata e altre erano così attenti che abbiamo passato tutta la serata ad ascoltare la loro musica. Credo che l’arte urbana e presumo in particolare quella; nasce dall’esperienza sociale di farsi ascoltare e si esprime attraverso un dialogo tra il territorio, l’artista e la sua passione…. Ho visto delle ragazzine che facevano delle pitture particolari molto molto belle per strada anche qui a Treviso… C’è poco da fare ma la nostra mente ha un linguaggio universale che chiunque può comprendere e al quale può rispondere sia come artista che come sono io osservatore…

    "Mi piace"

    1. Infatti l’arte dialoga con l’osservatore! Importante è tenere desta la curiosità e bene aperte le orecchie, come i tuoi nipoti. Il dialogo tra territorio, artista e la sua passione rende bene la funzione sociale dell’arte. Grazie per l’intervento e buon pomeriggio 🖐️

      "Mi piace"

  3. Ricordo durante un viaggio qualche anno fa di aver fatto una sosta a Pennabilli, un paese nei dintorni di Rimini

    che ogni anno diventa la capitale dell’arte e dello spettacolo.Si svolge infatti il festival dell’arte di strada “Artisti in piazza” che con i suoi spettacoli richiama migliaia di visitatori
    Gli artisti offrono un programma vario: teatro, musica, danza, giocolieri che riempiono di allegria e spensieratezza i frequentatori.

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a giardino280 Cancella risposta