Un Nobel da riscoprire

Quando leggo qualcosa che riguarda Grazia Deledda mi rianimo, perché la scrittrice sarda – unica italiana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1927 – accompagnò la mia maturità con il romanzo La Madre, cui seguirono diversi altri. La ritengo uno dei miei pilastri, di cui ammiro la capacità descrittiva insieme con quella introspettiva. A Scandicci (FI), nell’Auditorium Rogers, durante la rassegna culturale ‘Il Libro della Vita’, lo scrittore Marcello Fois ha ricordato ieri la Deledda, parlando del romanzo Marianna Sirca. Pubblicato per la prima volta nel 1915 a puntate su La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera fa parte di una trilogia che comprende altri due romanzi che sono L’incendio nell’oliveto e La madre, quest’ultimo a me molto caro come detto all’inizio e riletto varie volte. Viceversa, non mi ricordo granché della trama di Marianna Sirca, giovane di umili origini diventata ricca grazie all’eredità dello zio prete, innamorata del bandito Simone Sole. Destino, morte, solitudine e aspirazione alla felicità sono le tematiche esistenziali trattate dalla scrittrice, paragonata da alcuni critici agli scrittori russi. A mio dire, è una ritrattista di prim’ordine, attenta alle sfumature psicologiche dei suoi personaggi e a fotografare con le parole la sua amata isola dove ha ambientato quasi tutti i romanzi. Tra i più famosi: Canne al vento (uscito nel 1913), Edera, Elias Portolu, Cenere, Cosima. Riguardo alle opere, la critica la inserisce tra verismo e decadentismo, ma è più adeguata la letteratura sarda. Nata a Nuoro nel 1871 da una famiglia benestante, è considerata una autodidatta. Se ricordo bene, ripeté l’ultima classe elementare – privilegio per le bambine allora – perché ritenuta dalla maestra “intelligentina”. Dato il percorso fatto, per me è stata una femminista impegnata in ambito culturale, scarsamente considerata, nonostante il Nobel. Perciò ben vengano le iniziative che ci consentono di riincontrarla.

4 pensieri riguardo “Un Nobel da riscoprire”

  1. Della Deledda non ho mai letto niente ,se non qualche stralcio a scuola….ma mi riprometto che quando andrò in biblioteca cercherò un suo romanzo,magari il più conosciuto: Canne al vento.😊😊

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  2. Purtroppo non conosco la scrittrice di cui parli, vedrò di scoprirla… la lettura è un interesse molto complesso e uno scrittore/trice viene identificato attraverso il suo stile il suo genere il tipo di persone che lo legge anche il contesto storico e culturale credo che ci siano le esperienze personali molto molto importanti e le influenze letterarie di se stesso sugli altri scrittori. Io lo ritengo capace Quando riesce a sviluppare la propria voce narrativa in modo comprensibile ed essere capace di affinare i suoi personaggi, dandomi la certezza di avere una cultura e un repertorio che mi piacciono in particolare se ha delle forme di nuovi contenuti cose che sinceramente non hanno tutti o ho comprato anche libri che ho iniziato e poi ho lasciato perché non li trovavo ottimi… il mestiere di scrivere è molto bello come quello di insegnare Però ritengo che è assolutamente necessario in particolare adesso evolvere, cioè far parte del presente, in cui la nostra vita la nostra mente è completamente rivoluzionata…. ivano

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    1. Credo che troveresti interessante la scrittura della Deledda, definita ‘potente’ dall’Assemblea che le assegnò il Nobel: si capisce tutto, perché scrive chiaro, è passionale e ti fa innamorare dell’isola. Tra i molti suoi romanzi, hai solo l’imbarazzo della scelta. Un paio sono diventati anche film. Buona ricerca, ciao! 👍

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