Addio buca delle lettere

ADDIO BUCA DELLE LETTERE è il titolo in sovrimpressione che scorre a corredo di un servizio televisivo che mi attrae, tra i croccantini dei gatti e il mio cappuccino. Lo scrittore Diego De Silva dice al riguardo la sua e il collezionista di cartoline Francesco Balducci esibisce alcuni esemplari della sua preziosa raccolta, tra cui una cartolina dipinta a mano. Mi viene in mente la canzone UNA CARTOLINA (del 1966) interpretata da Marisa Sannia (Iglesias, 15.02.1947 – Cagliari, 14.04 2008) cantante diventata apprezzata cantautrice in lingua sarda, mancata troppo presto. Tra l’altro, l’autore del testo è Sergio Endrigo, un altro gigante della bella musica italiana. Tornando al tema del post e a quanto emerso dal servizio, pare che alle rosse cassette postali toccherà la sorte toccata alle cabine telefoniche: un onorato congedo, perché il traffico cartaceo si è notevolmente ridotto, soppiantato dalle mail. Però che bello trovare cartoline dentro i libri di scuola, dei primi alunni, di qualche amico, di familiari che non ci sono più. Non tutto è perduto, perché c’è chi le colleziona ancora, come Martina e chi le spedisce, specie da lontano, come ha fatto Manuel da Singapore la scorsa estate. In una scatola di cartone in cantina sono custodite lettere e cartoline di un mio coetaneo quando lavorava in vari cantieri sparsi per il globo. Quando le riprendo in mano, mi intenerisco. A Natale e a Pasqua, con molto ritardo sulla data di spedizione mi giungono dall’Ungheria gli auguri di Helena, una motociclista amica di mio padre che non ho mai conosciuto personalmente: un anello della catena affettiva che mi sostiene. Oltre alla cartolina, da rilevare che la scrittura delle stesse in corsivo è un dono di sé unico e originale. Rossella personalizza gli auguri in bella grafia, anzi calligrafia: un esempio da seguire.

14 pensieri riguardo “Addio buca delle lettere”

  1. Peccato… Certi questi tagli… Vorrei veramente capirne l’utilità al netto del costo e della rimozione di un servizio che, credo unici in Europa, dismettiamo. Non la trovo una grande idea, ma nel mucchio delle ultime novità non geniali introdotte dai servizi pubblici nazionali, beh, “fa mucio” pure lei. Se i paesi del nord Europa e ancor più di Singapore a suo tempo le mantengo ancora, e sono molto più avanti di noi, non vedo perchè dovremmo privarcene…

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    1. Dici bene, caro Manuel! Dovremmo guardare agli altri Paesi per imparare, non per scimmiottarli. Non trovo niente di geniale nel tagliare ‘a maneta’…incrociamo le dita e cerchiamo di mantenerci in equilibrio! Grazie per l’intervento e grandioso pomeriggio! 🖐️

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  2. Sono andato un periodo nella zona di Sondrio, diciamo per capire e vedere posti nuovi anche se un po’ la conoscevo, ho comprato alcune cartoline per inviarle a figli e amici e cosa mi è successo ! Ho dovuto addirittura rivolgermi a un ufficio postale per farle spedire perché non trovavo i bolli !!!! È in dubbio che il progresso tecnologico abbia cambiato le abitudini di comunicazione delle persone !!! La nostalgia di gesti Come spedire una cartolina o telefonare da una cabina telefonica che oggi sono diventati rari o obsoleti, mi dà la sensazione che queste modalità fossero più personali e
    significative di quelle attuali Come inviare un messaggio una foto allo smartphone Comunque vedo che anche le nuove tecnologie hanno dei vantaggi come la velocità che non è poco la pratica anche questa molto utile la varietà e la possibilità di raggiungere chiunque in qualsiasi parte del mondo che è straordinario !!! Comunque l’importante è di esprimere i nostri sentimenti e mantenere i rapporti con le persone a cui teniamo indipendentemente dal mezzo che usiamo… ivano

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    1. Chiusura molto saggia: mantenere i rapporti con le persone… indipendentemente dal mezzo! Usare le metodologie attuali…recuperando se possibile qualche anello di congiunzione del passato. Come dicevano gli antichi, il giusto sta nel mezzo! Ciao, buona serata 👍

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  3. Agcom a causa di in drastico calo del numero di lettere spedite provvederà a una diminuzione della classica “Buca per Lettere”.
    Quanto era bello da ragazzi scegliere una cartolina, s rivere un pensiero per le persone care, comprare il francobollo e poi giù nella Buca postale accompagnando quel gesto.con un sospiro e poi sperare che arrivasse in fretta al destinatario. Bisognava fare in fretta per non correre il rischio che arrivasse dopo di noi.

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  4. Giorni fa, cara Ada, volevo imbucare una lettera. Ero alla stazione di Treviso. Ma la buca rossa porta un nastro, a mo’ di cerotto: questa buca verrà dismessa il giorno tal dei tali
    Arrivo a Padova. Stazione…cerco una buca rossa…una presenza rassicurante. Eccola. Lo stesso cerotto, lo stesso adesivo che mi fa capire che qualcosa di poco simpatico sta per accadere. Difficile pensare che le cassette rosse verranno sostituite. Vorrei chiedere, informarmi. Ma opto per la testa di struzzo: chiudo gli occhi e vado avanti.

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    1. La tua testimonianza…va nel verso dell’estinzione! Però saranno valorizzati maggiormente gli scritti a mano, magari in bella grafia per recuperare un po’ di emozioni che la tecnologia, pur utile non dà. Grazie del gradito intervento, buon tutto. Un abbraccio 🫶

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