La strage invisibile

Ho tre ciclamini che di giorno stanno nel portafiori di giunco sotto il portico, ma di sera li porto dentro in una stanza non riscaldata, causa il freddo che di sicuro li sgualcirebbe o peggio. Rimangono nelle ciotole fuori i piccoli pansè che ho avvolto con fogli di giornale, per limitare i danni da temperatura rigida. Sento al telegiornale parlare dei senzatetto che affrontano la notte per strada o sotto il colonnato di qualche città. Mi colpisce la testimonianza di un intervistato, padre di cinque figli – uno morto perché erano in sei – che precisa “per fortuna sono grandi”, confidenza che lo allegerisce come genitore, ma che mi fa supporre un dietro le quinte familiare penoso e ingarbugliato. Vivere per strada è una scelta obbligata per molti, dopo perdita del lavoro, separazione/divorzio e altre sciagure personali. Forse qualcuno preferisce così piuttosto che condividere lo spazio di un dormitorio pubblico. Certo fa impressione pensare che la mancanza di un tetto sia tanto diffusa, anche altrove. Ogni anno in Italia muoiono quasi 400 persone senza fissa dimora (dati del 16 dicembre 2023). È chiamata ‘strage invisibile’ la loro scomparsa, che aumenta con le temperature proibitive all’aperto. A mitigare il gelo ci sono per fortuna i volontari, che passano a distribuire coperte e vivande calde. Tuttavia qualcuno al mattino non si sveglia più, come è successo ad Adrian, romeno di 57 anni e al 47enne milanese Nicola Borini, vittime del freddo a Milano a poche ore di distanza. Dall’inizio dell’anno hanno perso la vita 24 clochard per ipotermia e concause. Il problema riguarda anche altre città europee ed extraeuropee. Non ho soluzioni da proporre, temo che l’argomento andrebbe affrontato da lontano, sviscerando le cause. Pietà e impotenza per i senzatetto.

10 pensieri riguardo “La strage invisibile”

  1. Il fatto è che in mezzo a tanto benessere ci sono anche tante difficoltà, molte difficoltà che abbiamo vissuto tutti e cerchiamo di fare il possibile per superarle, ma non tutti siamo allo stesso livello di visione della vita, c’è chi anche volendo non riesce a superarle e c’è chi le vuole vivere per fregarsene del resto del mondo. Sicuramente le separazioni e i divorzi dove i costi vengono normalmente dovuti all’uomo maschio e si protegge la donna cosa che non trovo giusta, succede che non si hanno abbastanza soldi Oltre le spese del mantenimento di figli e della ex, Senza contare che vedendo un uomo in queste condizioni c’è anche la discriminazione È pazzesco… mi ricordo che sono stato a Parigi e non ho mai trovato sui marciapiedi in centro tanti clochard così sofferenti: si spendono un sacco di soldi per cose inutili e non per garantire i diritti fondamentali a una vita dignitosa tipo alloggi temporanei o permanenti un po’ di cibo cure mediche e anche sicuramente la necessità psicologica di educazione… in particolare si tratta di ridurre i fattori che sono causa di questo evento, Dovrebbero esserci delle offerte politiche sociali efficaci però il fatto è che queste persone non votano e non interessano a nessuno… ivano

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    1. Hai messo il dito nella piaga…inoltre e’ sconfortante che nella lussuosa Parigi il fenomeno sia diffuso e non affrontato. Alla radice, l’educazione sarebbe indispensabile, come indagare le cause per almeno contenere il problema. Senza dimenticare che anche i senzatetto hanno diritto di voto (sebbene non lo esercitino, oppure lo facciano di mala voglia). Buone cose, ciao! 👍

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  2. I senzatetto non hanno casa, non hanno famiglia, vivono di elemosina, dormono in ricoveri o.per strada, sui marciapiedi, sotto i portici, mangiano alle mense della Caritàs.
    Vivono in estrema solitudine, a volte hanno un cane s far loro compagnia.
    Le persone passano davanti ma nessuno li vede…..

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