Giornata degli Abbracci

Domenica 21 Gennaio, giornata limpida ma fredda. Il termometro alle 10 di mattina segna meno due, non proprio invitante per uscire, anche al netto dell’artrosi. Il mio umore è provato dalla limitazione motoria e cerco di farmi coraggio con qualche spunto che mi giunge da fuori. Ieri mio figlio mi ha detto che di primo pomeriggio chiudevano le strade tra Paderno e Crespano per la sfilata dei carri mascherati. Oddio, siamo già a Carnevale? Non me ne ero accorta! Anziché di pomeriggio, come d’abitudine è venuto a trovarmi alla sera, mostrandomi sul cellulare una carrellata di immagini in tema. Simpatiche le tre caravelle – a pedale – di colombiana memoria. Un po’ di colore e l’allegria nei presenti mi ha risollevato il morale. Stamattina un contatto su WhatsApp mi ricorda che oggi è la Giornata Mondiale degli Abbracci – pare anche la Giornata Mondiale della neve – confermato da una rapida ricerca. L’idea nacque al reverendo statunitense Kevin Zaborny e nel 1986 venne istituito il National Huggins Day per trovare un momento di conforto nel gelido e lungo periodo invernale. Posto che l’abbraccio fa bene sia a chi lo fa che a chi lo riceve – purché non sia ridotto a pura formalità – dopo la pandemia questa pratica si è allentata, ma ritengo sopravviva nell’immaginario collettivo. D’altronde sono molti gli effetti positivi di un abbraccio, tra cui: “Aumenta l’autostima” e “Rafforza il sistema immunitario”. Condivido il pensiero sul tema attribuito a Pablo Neruda: “Il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro perché possa continuare il proprio cammino meno solo”. L’abbraccio è un tema ricorrente nell’arte e nel cinema. Penso al bacio di Klimt in un abbraccio simbolo di universalità, ma anche al titolo dell’opera di un amico pittore. L’emozione che procura l’arte corre parallela a quella di un abbraccio reale.

13 pensieri riguardo “Giornata degli Abbracci”

  1. Veramente non sapevo che cos’era Un abbraccio, anche questa mattina il sole è sorto molto prima di me Del mio risveglio, come succede per istinto le mie braccia avvolgono e si connettono in un impulso continuo alla persona che è accanto a me… se lo chiami o lo chiamate abbraccio è limitatorio; è solo un movimento del corpo per donare chissà che cosa e invece è ben diverso. Approfittatene non fermatevi davanti ad una visione impropria l’abbraccio è molto molto di più molto più grande molto più esplosivo Approfittatene …. ivano

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