La festa della Befana è appena passata, ma la sua coda rilascia buonumore e simpatia, non soltanto tra i più piccoli bensì anche tra gli anziani di una casa di riposo (anzi, spero in tante strutture simili) dove soggiorna Liana, una casa persona che conosco. Mi giungono delle foto scattate a delle arzille ospiti durante la festa e tra loro riconosco lei, donna minuta e di grande temperamento. La cosa mi fa molto piacere, perché rimanda l’immagine di un luogo dove le persone riescono a divertirsi, al netto della perdita dell’autonomia esercitata a casa propria. “Il divertimento è stato il protagonista del pomeriggio, con le befane che hanno fatto scherzetti agli anziani, creando un clima di complicità e allegria”. La parola ‘divertimento’ ha un potere salutare che cura quanto una medicina, dove gli ospiti sono soggetti di attenzione e di amorevoli cure. Scorrendo le foto che mi sono state inviate, la mia amica grande ha uno scialle sulle spalle e una scopa in mano… però è chiaro che le servono per la scenetta, da condividere con altri ospiti, sia maschi che femmine, divertiti interpreti di un gioco popolare. Gli anziani che sanno giocare sono incoraggianti. D’altronde, raggiunta la terza o quarta età e superati tanti grovigli della vita non vedo perché privarsi del piacere di sorridere, meglio se in compagnia. Cade a fagiolo l’annuncio dell’ultimo libro della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, pubblicato da Mondadori nella Collana ‘Vivere meglio’ (che di per sé spiega il contenuto): “Noi siamo bellissimi. Elogio della vecchiaia adolescente” che senz’altro mi procurerò. Personalmente ammiro molto chi, in età longeva mantiene uno spirito giovanile, coltiva hobby ed emozioni. Brava Liana e…lunga vita alle Befane!

Le donne minute sono spesso le più forti.
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Questa mi piace proprio e la giro a Liana (84 anni, è la vedova del mio prof di liceo). Grazie, ciao!
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Cerco di mantenere il corpo il più possibile in forma sia fisicamente che mentalmente, adesso sono in palestra: il fatto è che non c’è alternativa, le nostre cellulare prima o dopo si spengono e mi dispice che non posso vedere il cambiamento così repentino e fantasioso nel prossimo futuro !!! Due volte ho dovuto frequentare delle Case di Cura, una con mia madre e l’altra con un’amica; che mi hanno lasciato: devo dire eccezionali gli infermieri/e ma sopratutto i volontari che come descrivi sono degli Angeli, mi auguro, però di non dover finire in quel sentiro che porta alla morte in quel modo così senza scampo !!! Certo che quel dio bastardo è veramente un Diavolo !!!
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Con la chiusura sei andato giù pesante, senza pensare che puoi ferire la suscettibilità di chi crede in Dio! Condivido il resto, soprattutto il plauso a infermieri e volontari, veri ‘Angeli’ come li chiamava il mio prof, consorte di Liana. Speriamo di arrivare… all’uscita preparati! Buona palestra!💪
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Qui ,ti devo riprendere. Perché quella imprecazione finale? Non la capisco…..
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A proposito di donne minute ,ma tenaci: mi viene in mente nonna Amabile era così tremenda che non si è fatta amare da noi nipoti ,però quando mi viene in mente la ricordo con affetto Forse la vita l’ aveva resa così burbera….. essendo emigrata da sola per il Sud America quand’ era molto giovane.Ma nel mio cuore è nonna Marta che occupa il primo posto sempre e comunque.Te quiero abuela Marta!!!💖💖💖
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Che bello essere ricordate così, esempi di tenacia e resilienza. Quante nonne Amabili ci fanno da pilastro di riferimento cui appoggiarci…evviva le befane che non cedono mai (e sanno usare la scopa quando serve!) 👍
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