A.I.= Intelligenza Artificiale

Quello dell’intelligenza artificiale è un argomento che sta diventando ossessivo e mi inquieta. D’istinto mi viene da dire che vorrei un supplemento di intelligenza umana, data l’abbondanza di comportamenti insensati che si registrano un po’ dappertutto. Dico che ne so ancora troppo poco. Perfino il presidente della Repubblica ne ha parlato di recente, perciò cerco di affrontare l’argomento seriamente, anche se da lontano, cioè da inesperta.Trattasi di un concetto complesso, in ambito tecnologico. Leggo su Google che “L’intelligenza artificiale è l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività”, quindi può scrivere poesie al posto mio…senza la mia partecipazione emotiva. Se può diventare un mio rivale senz’anima, non mi piace. Però in altri ambiti potrà dare una mano. Questo argomento mi fa pensare alla nascita della Rivoluzione Industriale, con luci e ombre connessi. l’Italia ha approvato un ‘Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale (I.A.) 2022-2024’ che ha l’obiettivo di colmare un ritardo importante del Paese rispetto a questo ambito tecnologico. Aiuto, ci vorrebbe Manuel a spiegare il tutto: spero che legga il post e chiarisca! Quello che finora intendo, è che l’intelligenza artificiale partorisce i robot e ne potrebbe conseguire che il lavoro umano sia a rischio. Lo sviluppo della tecnologia deve conciliarsi con l’etica sociale. Vedremo. Sembra che il 30% delle grandi aziende statunitensi la stia sviluppando. A livello europeo, è nato il ‘Decalogo per una gestione etica dei dati personali nella società digitale’. Intuisco che l’argomento diventerà scottante nel futuro a medio-lungo termine. Nel mentre difendiamo la nostra privacy contro l’accanimento informatico, sperando che si realizzi ciò che al riguardo ha espresso Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno: “L’intelligenza artificiale deve restare umana”. Magari! 🤞

16 pensieri riguardo “A.I.= Intelligenza Artificiale”

  1. Per ora non mi sento di remare contro,anche perché ha risvolti importanti in campo sanitario.Ieri,a Presa diretta,una donna non vedente veniva informata dall’ ID sui particolari del suo appartamento.Chissà quanto potrebbe facilitare nella vecchia.
    Purché resti umana.Mattarella docet

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  2. Non si può fermare il progresso,ma a me spaventa il fatto che ci si sta sempre più affidando all I A relegando il lavoro umano,in ambito medico ben venga ma….leggevo stamattina del robot che sa cuocere un uovo, cammina,pensa…ma

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    1. Condivido la tua perplessità! Credo che dovremmo tenerci ben cara la capacità di distinguerci dalle macchine…anche se a volte sembriamo svuotati di materia grigia. Chi vivrà vedrà! Grazie del contributo e buon tutto umano! 👍

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  3. È da molto tempo che viene studiata, se non sbaglio addirittura dalle ultime guerre americane veniva usata per i soldati Come prevenzione al pericolo. È indubbio che abbia cambiato profondamente il nostro modo di interagire con tutto quello di cui abbiamo bisogno scienza e società, c’è da tenere conto dei vantaggi ma anche dei rischi delle sfide ma anche delle opportunità sicuramente farà parte del futuro. È assolutamente chiaro che è in continua evoluzione e dobbiamo dare e avere una costante riflessione e una collaborazione tra diverse aree di conoscenza che bisogna mettere credo subito perché la velocità è molto alta e la nostra politica molto lenta. Un po’ mi lascia perplesso è un po’ molto curioso… ivano

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    1. Perplessa lo sono anch’io, pur consapevole che bisogna stare al passo coi tempi. Riflessione e Collaborazione sono delle ottime ricette, indietro non si torna…ma bisogna stare attenti a non finire nel fosso! Ciao! 🖐️

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    1. Bene, grazie di averlo ricordato! Credo di averlo sentito l’altro giorno, signore distinto e avvincente. L’editoria è una bella fetta di mercato che va tutelata. Grazie dell’intervento, buona serata! 👌

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  4. Temo che ci sia già sfuggita di mano. I computer fanno quello che diciamo loro di fare. L’intelligenza artificiale ha fatto un solo passo avanti: ricorda tutto quello che le chiediamo (e non dimentica come facciamo noi) e usa ogni Informazione in più memorizzata in ogni richiesta successiva. Alla fine è in grado di scegliere il top in ogni cosa le venga richiesta. Le applicazioni per risolvere problemi diventano infinite e risolve problemi in pochi secondi mentre la nostra mente è limitata in questo. Resta un computer e non ha anima né una sua morale e dobbiamo assolutamente darle la possibilità di agire nel bene, cioè dobbiamo darle delle regole etiche. Conoscendo la specie umana e sapendo che chiunque già la sta usando abbiamo già perso la battaglia. Ne sentivo parlare da un informatico molto preoccupato lo scorso febbraio perche l’aveva utilizzata con consapevolezza mettendola alla prova. Diceva che avevamo forse un mese di tempo prima che fosse troppo tardi. E come al solito nel web non ci sono regole. Tutti i legislatori di tutti i paesi del mondo avrebbero dovuto pensarci per tempo. Secondo me è già oltre qualsiasi nostra aspettativa.

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    1. Speriamo che la tua previsione sia fatta per eccesso! Dare regole etiche a una macchina…lo vedo macchinoso, probabilmente impossibile. Ma non mettiamo limiti ai legislatori di tutti i paesi…di buona volontà! Incrociamo le dita! 🤞

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  5. Confido sulle parole di Mattarella. L’intelligenza artificiale è una branca dell’informatica che mi fa molta paura personalmente. Potrà essere di aiuto in molti casi, ma certo è che si tratta di un arma a doppio taglio. Molto affilata oserei dire. Io sono sempre dell’idea che le macchine debbano essere a servizio dell’uomo ed eseguire solo il codice necessario al loro funzionamento. Se si vuole andare oltre, dal mio punto di vista, bisognerebbe implementare in maniera fisica quelle che il caro vecchio Isaac Asimov aveva definito come “Le tre leggi della robotica”. Inoltre, se un’intelligenza artificiale dovesse far del male ad un essere umano, ad esempio quelle in fase di sviluppo in ambito medico, di chi sarebbe la colpa? Del programmatore che per primo ha scritto il programma? Di chi ha istruito l’IA? O proprio di quest’ultima? E se fosse quest’ultimo caso, cosa si farebbe? Un processo a un computer che altro non è che un insieme di fili e silicio? O il processo al costruttore del computer su cui gira l’IA… Perchè, ricordiamoci bene che per quanta coscienza potranno acquisire, saranno sempre vincolate alla macchina su cui girano e quest’ultima, come tutti i pc, può essere soggetta a guasti o errori di calcolo, magari anche solo dovuti ad uno sbalzo della tensione di rete che alimentava il pc… E in quel caso, un robot con IA che stesse operando e su cui mancasse la corrente ed esaurisse le batterie di scorta durante un’operazione chirurgica, lascerebbe morire il paziente? Come si dovrebbe comportare? Cosa si potrebbe fare?
    Il mio terrore più grande in merito è di ritrovarsi in una situazione in stile HAL9000 di 2001: Odissea nello spazio o macchine del genere di altri film.
    Mi auguro anche che per la facilità con cui i pc risolvono i problemi, l’umanità non perda la facoltà di risolvere da solo i suoi problemi.
    Spero di sbagliarmi e che ci aspetti un futuro radioso di pace, armonia e soprattutto di equilibrio.

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    1. Caro Manuel, giovane talentuoso ingegnere da poche settimane…ti meriti un plauso per questo commento: equilibrato, dettagliato, convincente! Le tue domande sono pertinenti e spero se le sia fatte chi sta in alto e tiene le fila del mondo economico e non solo. Interessanti ‘le tre leggi della robotica’ di Isaac Asimov che citi: andrò a vederle. Certo vorrei essere tua allieva… fortunati i tuoi studenti! Onorata di frequentarti, di usufruire dei tuoi servizi e, soprattutto della tua amicizia! Super, super, super!

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