Ancora una!

Nel discorso alle Alte Cariche dello Stato il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella afferma: “in particolare scuote le nostre coscienze – ed è intollerabile – la violenza degli uomini sulle donne”. Avrei preferito silenziare questo argomento, che purtroppo si è ripetuto in un paese vicino al mio: Riese Pio X che al nome del paese ha aggiunto quello dell’illustre cittadino (Riese, 2.06.1835 – Roma, 20.08.1914) non solo divenuto papa nel 1903 ma anche canonizzato il 29 maggio 1954. Giusto un paio di mesi fa, dal 17 al 22 ottobre si è svolta la ‘peregrinatio’ dell’urna con il corpo del santo. Il paese torna alla ribalta per un ennesimo femminicidio: Vanessa Ballan, 27 anni, incinta di tre mesi e madre di un bimbo di quattro anni è stata uccisa in casa con sette coltellate da Bujar Fandaj, 41anni, imbianchino kosovaro con cui aveva avuto una relazione e che aveva denunciato per stalking lo scorso ottobre. Martano, il procuratore capo di Treviso dice: “La valutazione fatta era di non urgenza, cosa purtroppo che si è rivelata infondata”. Non si è ancora spenta – ed è giusto così – l’eco sulla morte di Giulia Cecchettin che dobbiamo registrare un altro femminicidio. Il mio primo pensiero va al bimbo privato della mamma, poi al compagno e ai familiari di Vanessa. Ma sento di dovere esprimere un pensiero di solidarietà verso le forze dell’ordine, sottodimensionate e criticate. A parte l’abitudine di interrogarsi sempre se il fatto potesse essere evitato, perché non concentrarsi sulle responsabilità dell’autore che l’ha pensato e messo in atto? Vanessa aveva fatto ciò che consente la legge per difendersi e lui, fingendo remissione sembrava aver messo una pietra sopra alla storia sentimentale conclusa. In un video postato dice di essere stato educato dalla madre come una persona gentile. Infatti, assassino lo è diventato per sua scelta!

9 pensieri riguardo “Ancora una!”

  1. Mio fratello, l’altro giorno, è venuto a trovarmi ed è rimasto sorpreso e direi sconvolto: nel condominio dove abito ci sono 30 appartamenti di cui più della metà sono stranieri. Nella mia scala su 12 siamo tre italiani, quando incontro i condomini stranieri con una squadra di bambini, bellissimo , allegri, simpatici, ci si scambia i saluti solo se NON ci sono i mariti altrimenti le donne tengono la testa bassa e non salutano. Sono moldavi, marocchini, serbi, albanesi, bosniaci, anche indiani, tunisini, nigeriani, Ghanesi e non so cosa: culture estremamente diverse di cui dobbiamo essere consenzienti che dotano una cultura molto lontana dalla nostra e le loro leggi in particolare religiose per loro sono un ordine che arriva da Dio. Io li vedo a parte i bambini non si adattano assolutamente alla nostra cultura Anzi ci vedono come delle persone da evitare. Purtroppo questa violenza contro le donne arriva anche dai maschi italiani però sono sicuro che almeno bisogna evitare l’evitabile, cioè evitare di avere rapporti con gente pericolosa. Come dici bisogna assolutamente colpire l’assassino e non il sistema anche se quest’ultimo non riesco più a leggerlo…

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    1. Evitare l’evitabile mi sembra d’obbligo. Ammettere che l’integrazione è un obiettivo difficile da realizzare mi sembra onesto anche se sconsolante, se riferito alle aspettative. Tu continua a salutare e a sorridere ai condomini stranieri: sono sicura che ti viene facile! Ciao!

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