La storia si ripete

Quando leggo un articolo che riguarda avvenimenti scolastici, mi faccio coinvolgere. Anche se sono in pensione ormai da qualche anno, emotivamente sono ancora là e mi spiace quando succede qualcosa che svela il malessere serpeggiante di qua o al di là della cattedra. O anche fuori dell’aula, come è capitato alla scuola media “Crespani” di Morgano (TV). Alla fine della lezione, mentre stava raggiungendo la sua macchina nel parcheggio della scuola, una professoressa è stata circondata da un gruppo di studenti capeggiato dall’alunno cui aveva messo la nota disciplinare che l’ha minacciata: “Non ti permettere mai più o te la faremo pagare”. La docente ha segnalato l’accaduto al dirigente e al comune. Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha espresso solidarietà alla professoressa, invitando giovani ed adulti a riflettere sui propri comportamenti. Una cosa piuttosto grave che sta diventando ricorrente. Succedeva anche una volta che si verificassero episodi di insubordinazione, ma meno eclatanti. A me era capitato di fare denuncia ai carabinieri perché mi era stata sottratta la borsa col registro, come ritorsione per aver messo una nota disciplinare a due ‘capetti’ di seconda media che se le erano date in classe. Alla fine della lezione uno dei due, risentito aveva forzato la portiera dell’auto chiusa e asportato la borsa con il registro, successivamente gettata in un anfratto da dove poi era stata recuperata. Nel mentre ero stata invitata dal dirigente a sporgere denuncia per smarrimento del registro, documento di servizio. Nessuno dei genitori, avvisati ha preso posizione contro l’aggressione, ritenendola poca cosa, suppongo. Io ho perso di vista i ragazzi che oggi sono adulti, presumibilmente con figli. Chissà come la pensano riguardo le regole, l’autorità, la convivenza. Rimango nel dubbio, constatando tristemente che la storia si ripete.

8 pensieri riguardo “La storia si ripete”

  1. Questo episodio non lo conoscevo,ma ne ho conosciuto altri anche più fastidiosi,a mio carico solo uno,quando un ragazzo ha scritto nel retro della cartellina il mio cognome seguito da p….na.Sono stati informati i genitori a colloquio e lui si è scusato.La nota sul registro non gliel’ha tolta nessuno.
    Mi ha fatto più male,tempo prima,vedere il nome di una collega vicepreside scritta in grande con lo spray su un muro vicino alla scuola,con la stessa modalità. Una ritorsione per la bocciatura?
    Si,si ripete,ma adesso mi sembra sempre più accelerato.Ciao

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  2. Da ragazzino ho dovuto superare momenti difficili legati al mancato rispetto di alcuni compagni, erano i meno bravi che secondo me invidiavano gli altri. Purtroppo in adolescenza non si riconosce il confine personale degli altri, si ha bisogno d’essere gratificati, specialmente quando si capisce d’essere messi da parte. Mi ricordo sia alle elementari che alle medie, meno alle superiori, i meno bravi non venivano seguiti dai prof in modo vigile come noi, molte volte non rispiegavano e chi non capiva si sentiva lasciato da parte; la motivazione all’ascolto e il valore dello studio nessuno me l’ha spiegato, tanto che non studiavo mai anche perchè dovevo lavorare; in particolare la maggioranza degli insegnanti non gestiva la classe con serietà di conseguenza c’era un continuo vocio…
    Tutto questo ha conseguenze per un adolescente di rilievo come litigi e conflitti sociali, come è accaduto nella tua descrizione, ma quello che accade oltre alle difficolta scolastiche è la separazione dagli amici ma soprattutto la salute mentale come ansia, insicurezza e depressione che diventano violenza.
    Mi ricordo il prof d’Italiano, quando entrava lui non volava una mosca ed eravamo tutti con la sufficienza nella sua materia… Ivano

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    1. Bravo professore di Italiano che non faceva volare una mosca! Anche il mio era di valore, tanto che gli ho dedicato il mio terzultimo libro Il Faro e la Luce e l’ultimo Dove i Germogli diventano Fiori al mio maestro di quinta elementare. Scuola e Famiglia sono le prime entità educative che dovrebbero collaborare ma spesso non succede. Tuttavia ci sono molte altre strutture delegate a dare l’esempio (che spesso lascia a desiderare): centri sportivi, palestre, associazioni, social… Infine la responsabilità individuale che sembra inesistente. In sintesi: problema complesso, soluzione semplice (slogan del Nobel Parisi). Alla prossima, ciao! 🤝

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  3. Purtroppo ogni giorno succedono episodi di questa natura se non anche peggio.Ma dove andremo a finire se i genitori non collaborano con la scuola educando in primis i loro figli al rispetto delle regole e del corpo insegnante!!! 😡😡😡

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  4. I genitori devono insegnare ai propri figli l’educazione e il rispetto e magari anche il saluto verso gli insegnanti, verso le persone anziane, verso tutti ,cose che in questi ultimi anni vengono a mancare.

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