La mia simpatia per i vecchi parte da lontano; quando persi Giacomo, il nonno materno avevo cinque anni mentre Vito, quello paterno se ne era già andato. Mi è rimasto un vuoto che ho cercato di riempire ‘adottando’ affettivamente persone in là con gli anni. Perciò mi commuovono le storie che hanno per protagoniste persone molto anziane, specie se a lieto fine. Mentre faccio colazione, accendo sul primo canale, durante la trasmissione ‘Uno Mattina in famiglia’. La conduttrice Monica Setta racconta quanto è successo a Pistoia, dove un 90enne colpito da infarto viene salvato dalla nipote studentessa, prontamente accorsa alla sua chiamata. Provvidenziale, per l’esito positivo dell’intervento il defibrillatore, recuperato…nel bar del paese. La ragazza, prossima alla laurea al momento del fatto accaduto lo scorso giugno si ricorda di un corso svolto a scuola anni prima e riesce così a salvare la vita al nonno. A detta dei medici, il suo intervento è stato provvidenziale. La giovane, successivamente laureatasi è stata invitata a parlarne alla Camera dei Deputati: la sua testimonianza è finalizzata a sensibilizzare sulla pratica della rianimazione a scuola. Durante la trasmissione arriva un audio del nonno – nel frattempo tornato in salute e ad occuparsi delle olive – che invita a diffondere conoscenza e uso dello strumento salva vita. Mi vengono spontanee due considerazioni: l’importanza di avere buone relazioni e l’utilità di corsi di pronto soccorso fatti a tempo debito e messi correttamente in pratica. Questo in particolare, finalizzato a salvare la vita contraddice chi sostiene che a scuola si impara ciò che non serve nel quotidiano. Per fortuna non mi è capitato di soccorrere qualcuno in difficoltà – anzi sì: un’allieva colta da crisi epilettica, messa al sicuro da una collega più esperta – ma sono assolutamente d’accordo che prevenire è meglio che curare.

Io ricordo di aver partecipato a ben due corsi sul primo soccorso a scuola.Utilissimo dove ho imparato molte pratiche utili a soccorrere le persone in difficoltà. Per fortuna non mi sono mai servite,ma al bisogno……Il defibrillatore quello no, non lo so usare,per quello ci vuole un corso apposito.Buon pomeriggio amici lettori👏👏👏
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Grazie Lucia della tua testimonianza che assomiglia alla mia. Salutare pomeriggio! 💟
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Ho partecipato anch’io al corso di primo soccorso perché l’ho sempre ritenuto utilissimo.
Quello che avevo imparato ho dovuto metterlo in pratica poco tempo dopo, aiutando un signore che cadendo dalla bicicletta si era fratturato il radio e l’ulna.
Ho immobilizzato l’arto con una fasciatura provvisoria con il sostegno di una stecca fino all’arrivo in pronto soccorso.
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Che brava: complimenti! I tuoi sette nipoti saranno orgogliosi di te! Una nonna scrittrice e infermiera…e tutto il resto! Grazie, alla prossima 🖐️
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