Per fortuna ci sono provvedimenti originali che vengono presi a fini rieducativi. È il caso dell’incontro di un detenuto con il proprio cane, ribaltando l’espressione ‘Solo come un cane’, visto che tra i due quello solo è il padrone. Succede a Lecce, nel carcere di Borgo San Nicola dove un senzatetto senza amici o familiari incontra Zair, il suo amico a quattro zampe, grazie alla direttrice del carcere Maria Teresa Susca che precisa: “Si sono spesi tutti per questo incontro: la polizia penitenziaria, il funzionario giuridico pedagogico che segue il detenuto così come anche il suo avvocato”. L’incontro è avvenuto in un’area verde della struttura ed è durato due ore. Potrebbe ripetersi, me lo auguro. Posso solo immaginare l’emozione dei due protagonisti, uniti da un legame interrotto dall’arresto dell’uomo e dall’affidamento del cane a una famiglia della zona. Una storia che conferma – se ce ne fosse bisogno – l’importanza della relazione uomo-animale, raccontata da tante storie vere, trasferite anche sullo schermo. Arcinoto che san Francesco parlava con il lupo e abbastanza diffusa in ambito medico è oggi la pet therapy. Io non riesco a pensarmi senza gatti, creature che mi accompagnano fin dall’infanzia che aprono e chiudono le mie giornate. Tornando al fatto di cronaca succitato, sono certa che rivedere e intrattenersi un paio d’ore col proprio cane abbia fatto un gran bene al suo proprietario e anche al cane, con l’augurio che possano presto ricongiungersi. Mi rattrista pensare al senzatetto ‘senza amici o familiari’, però temo sia la situazione in cui si trovano molte persone soprattutto straniere e/o immigrati indotti a venire in Italia col falso miraggio che sia il Paese di Bengodi. Mi è capitato talora di vedere il cane addestrato per impietosire oppure esibirsi in specialità varie, a scopo di guadagno. Mi piace pensare che l’entrata più importante sia l’amicizia tra due creature.

Il legame tra uomo e cane è unico.
Il nostro amico a quattro zampe ci offre affetto e protezione e migliora la qualità della nostra vita.
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Sottoscrivo…da gattara! 🫶
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Interessante il tuo pensiero rivolto all’amicizia dell’uomo con gli animali, credo che questo risalga alla notte dei tempi e il primo animale amico che l’uomo sapiens sia venuto in contatto sicuramente è stato il lupo.
Volevo scrivere sul vissuto di oggi, che lo ritengo abbastanza invasivo sulla vita attuale, ma noto che nel tuo e Nell’altro podcast non si può esprimere una cosa personale se non rispondere al vostro insieme.
La mia cavalla mi ritorna in mente e devo dire che si è trattato di un rapporto molto ampio e complesso, caratterizzato da una vasta gamma di esperienze ed emozioni. Questo rapporto con gli animali da parte nostra può assumere molte forme diverse a seconda dell’età, nel mio caso ero un bambino, nel tuo con i gatti sei un’ anziana, di conseguenza le profonde connessioni affettive tra gli esseri umani e i loro animali domestici sono diverse, l’ importante è che non dobbiamo vederli come i nostri figli o nipoti cosa che vedo passeggiando per Treviso dove vestono i cani come i bambini pazzesco.
Certo affetto e compagnia fa parte dei nostri bisogni e di conseguenza possiamo avere dei benefici emotivi, vedo una nonna qui dove abito io ogni mattina e ogni sera con qualsiasi tempo va a far passeggiare il proprio gattino che lo tiene legato come un cagnolino. Il rapporto tra l’uomo e gli animali è profondamente radicato nella storia umana e continua a evolversi in risposta alle sfide ambientali, etiche e culturali. È importante riconoscere l’importanza di questo rapporto e cercare di svilupparlo in modo sostenibile e rispettoso nei confronti degli animali e dell’ambiente.
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Sono d’accordo di non considerare gli animali alla stregua di figli, quindi non umanizzarli troppo! (a parte che in certi casi sono più sensibili di certi familiari). Conosco la storia della tua cavalla Olga, una bella testimonianza di reciproca intesa. Confermo che il blog è una ‘piazza’ chiusa dove si può solo rispondere. Dissento su una cosa: non sono un’anziana, caro coetaneo. Se proprio vuoi, sono una giovane anziana perché le ultime linee guida hanno spostato in avanti l’inizio dell’anzianità: a 75 anni! Capito, ‘ragazxo’? Per non parlare di come mi sento dentro: 50 e basta! Salutissimi! 😄
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Che bella questa storia a lieto fine ,sperando che possa succedere ancora che il cane possa far visita al padrone in carcere.Mi sarebbe piaciuto vedere il cane quando ha visto il suo padrone.Chissa’ quante feste !!! Grazie Ada, per averci regalato questa bella notizia !!!🐕🐕🚶♂️🚶♂️
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