Nobel per la Pace 2023

Il Premio Nobel per la Pace 2023 è stato assegnato all’attivista e giornalista iraniana per i diritti delle donne Narges Mohammadi. La signora 51enne (nata a Zanjan/Iran il 21 aprile 1972) è imprigionata dalle autorità iraniane dal maggio 2016. Ha scritto il libro White Torture che parla già dal titolo. Vicepresidente del Centro per i difensori dei diritti umani in Iran, ha due figli gemelli che vivono in esilio in Francia e che non vede da sette anni. Arrestata 13 volte, condannata a un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate. La sua vicenda mi fa pensare a quella, parallela di Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace nel 1991. La birmana fu liberata il 13 novembre 2010. Spero che Narges non debba aspettare altrettanto. L’attivista iraniana Pegah Moshir Pour che vive in Italia da quando aveva 9 anni dice: “Auguro a Narges di poter ? ritornare a respirare la libertà, che possa sentire il vento sulla pelle, che abbracci le persone che ama”. Dubito che le autorità iraniane le consentiranno di ritirare il premio che “è anche un riconoscimento alle centinaia di migliaia di persone che hanno protestato contro le politiche di discriminazione e oppressione contro le donne del regime teocratico” (parole di Berit Reiss-Andersen, presidente del comitato dei Nobel di Oslo). Nella prigione di Evin dove sono rinchiusi i i detenuti politici, la vincitrice del Nobel per la Pace guida le altre detenute che scandiscono lo slogan donna, vita, libertà e cantano la versione in lingua parsi di ‘Bella Ciao’, diventata la canzone manifesto del movimento delle donne iraniane. Ho sentito l’audio diffuso dalla CNN: un grido per la libertà che mette i brividi. Onore a tutte le donne che lottano contro il patriarcato e l’oppressione sotto qualunque cielo e da qualsivoglia latitudine.

6 pensieri riguardo “Nobel per la Pace 2023”

  1. Ma perchè; ma perchè da dove arriva questa persecuzione:
    Possiamo dare una risposta convincente o non riusciamo nemmeno in questo ???
    Se abbiamo una risposta reale possiamo ricorrere alla controrisposta ed distruggerla…
    Rimanere quì a parlare di un male incomprensibile non risolviamo niente !!!
    Allora non c’è altra via che armarsi e ucciderli, la stessa azione che fanno loro, a cosa serve nominarla a Nobel per la pace se è costretta a vedere il sole a quadretti ” forse “: non riceve certo onorificenze in quella situazione ma solo frustate pertanto dai partiamo tutti insieme se siamo capaci e uccidiamoli perchè la loro pazza inventata religione li obbliga a uccidere quelle persone che non credono nel loro dio maometto grande profeta dell’Islam, c’è poco da stare allegri se pensiamo ai nostri predecessori evangelici che davano fuoco alle streghe, i nostri grandi inquisitori preti e frati, per fortuna che la Repubblica Veneziana era contro il papa figura veramente paragonabile al ministro di dio che non si vede e non si sente e che non frega niente di noi se non gli addetti alle religioni che con la persecuzione vivono delle proprietà altrui. Meglio gli africani che in centro africa adorano il loro grosso albero che fa frutti !!!
    Mi chiedo chi siamo ????

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    1. Vai giù molto pesante, oggi! Capisco l’esasperazione, ma gli errori del passato (streghe, inquisizioni, guerre…) non vanno ripetuti. Occhio per occhio e dente per dente poteva essere risolutorio in tempi lontanissimi. Io sarei più per la diplomazia e il dialogo… se ci fossero orecchi attenti. Non è necessario essere cristiani e avere un dio protettore per comprendere che la guerra è contro natura. Che ci sia un Nobel per la Pace è un’opportunità, oltretutto voluto da un signore che aveva le mani in pasta in faccende pericolose. E meno male che ci sono dei testimoni positivi a cui riferirsi. Da sempre il male fa più eco del bene e il bene non va misconosciuto. Ciao, buon pomeriggio 🍀

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  2. Ad Ada dico che sono pienamente d’accordo con i suoi auspici.
    A Ivano che l’aggressione e le guerre non hanno mai risolto nulla.Gli iraniani che vivono in Europa sono ben organizzati,moltissimi gli universitari che vivono qui.Da un po’ di tempo gli stessi uomini appoggiano le donne.
    Il regime si è inventato una milizia in borghese che sorveglia,spia e interviene colpendo dietro le spalle.Gli attivisti ci chiedono di manifestare pacificamente e di non dimenticare la loro situazione.
    Anche la nostra presidente donna potrebbe perorare la loro causa,o no?

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