Quando ho avviato il blog nel giugno 2021, il sistema mi ha chiesto di indicarr le categorie/argomenti su cui scrivere il pezzo da postare. Ne ho scelte quattro e una di queste è l’attualità; così agendo ho inteso concedermi un ‘contentino’ in cambio del lavoro di giornalista che avrei potuto fare al posto dell’insegnante. In verità ho fatto la corrispondente di zona (Cavaso e Possagno) per il Gazzettino per circa un anno. Era il 1980, documentato da un tesserino con la foto più bella in mio possesso. Inviavo gli articoli ‘in rovegliata’ per il telefono e mi venivo pagata 30.000 lire a pezzo. In quel periodo mi trovavo banconote dappertutto. Però dovevo correre da un luogo all’altro a caccia di notizie e alla fine ho rinunciato, ritenendo l’insegnamento una buona alternativa. Come si è dimostrato. Aprire un diario online/blog da pensionata mi ha consentito di tornare sui miei passi. L’esperimento continua imperterrito, con una piccola schiera di affezionati commentatori, anche in privato. C’è chi entra, chi esce, chi rimane. Una fedele lettrice mi sconsigliò tempo fa di scrivere riguardo attualità pesante, cronaca nera insomma, dal momento che ne siamo bombardati e lei preferisce testi leggeri. Mi sono adeguata e mi limito, ma non posso ignorare la realtà, sebbene nuda e cruda. Mi riferisco alle 21 vittime del bus caduto dal viadotto a Mestre, quasi tutte giovanissime, tutte straniere meno l’autista. Ho visto sul quotidiano e in televisione la foto dei giovani sposi in viaggio di nozze: Antonela, incinta è morta, lui Marko Bakovic, grave chissà come sopravviverà. La coppia Gualter e Maria Fernanda, portoghesi innamorati dell’Italia non c’è più. Cinque ucraini profughi “fuggiti dalle bombe sono morti in vacanza”. Meno male che è attivo un servizio psicologico per le famiglie anche dei feriti che arrivano da tutta Europa. Una famiglia romena composta dai genitori e dalle due figlie Georgiana 13enne e Aurora Maria di 8 anni non c’è più. Tra i feriti, due fratellini tedeschi hanno perso la mamma e contano sulla compagnia del loro cagnolino. Penso anche ai soccorritori che si sono fatti in quattro per salvare il salvabile tra le lamiere infuocate e contorte. Fatalità, destino, incuria, tragica coincidenza? Non è la prima volta che succede a un pullman in servizio, in Italia e fuori. Dopo sette anni dall’incidente con simili caratteristiche successo il 20 marzo 2016 in Spagna alla figlia Elena, durante un viaggio previsto dal programma Erasmus (12 vittime, di cui 6 studentesse italiane), il padre Gabriele Maestrini deve ancora avere giustizia. Ma la tiene viva nel ricordo. Io scrivo per questo, per impedire che si dimentichi.

E fai bene Ada a scrivere ,anche di cronaca perché soprattutto i familiari devono sapere come e perché sono morti i loro cari.Ieri qualcuno ha alluso che l’ autista possa aver avuto un malore a causa dei vaccini che gli hanno danneggiato il cuore.Non so cosa pensare …….,speriamo bene !!!🙏🙏🙏
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È fisiologico cercare una causa del disastro, ma non è rispettoso che qualcuno ci speculi, tirando in ballo supposte teorie complottistiche. Forse l’autista avrà avuto un infarto, un colpo di sonno, una distrazione…sapremo qualcosa dall’autopsia. La realtà è che viviamo con la precarietà e non pensiamo che siamo fragili fili d’erba, come diceva Pascal. Le 21 vittime devono farci da angeli custodi! Ciao amica, buon pomeriggio 🖐️
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Un evento così traumatico, per quanto una persona sia insensibile rimane sempre qualcosa di spaventoso: addirittura mi toglie mi sospende dal vivere quotidiano tanto che il mio cervelletto è incapace di sentire la vita come un fatto integerrimo continuativo e sicuro con la solita luce che mi dice un giorno non risplendo più; rimane il fatto che sarà un giorno lontano quasi irraggiungibile.
Invece ci si rende conto in modo scioccante, sconvolgente quanto pazzesco sia vedere la verità da vicino e comprendere sul piano intellettivo, afferrare con la mente che veramente non siamo niente di niente …
Anch’io preferisco l’attualità, il resto è utile, bello, vantaggioso ma l’aspetto che riassume o rispecchia le caratteristiche e gli interessi del mondo contemporaneo è indispensabile visto che fa pare della nostra vita presente e un pò futura…
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Punto di vista chiaro e condivisibile. Vedere la verità da vicino è scioccante ma realistico. L’attualità può aiutare a vivere coi piedi per terra… e la testa rivolta al cielo (quello astronomico ma anche quello spirituale), sono lieta di condividere la necessità di parlarne. Grazie e buon pomeriggio! 👍
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Mi associo alla lettrice che preferisce testi leggeri.
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Ok, prendo atto! Ma non posso ignorare di ‘accogliere’ anche la realtà scomoda e/o dolorosa. Salutissimi! 🤝
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