Pro Insegnanti

Giornata mondiale degli Insegnanti, oggi 5 Ottobre, istituita nel 1994 dall’Unesco per sensibilizzare nei confronti di una professione antica che oggi non può prescindere dal digitale. Non so chi abbia detto che è il mestiere più bello del mondo, a me risulta che è tra i tre più difficili – educare, sanare, governare – e lo disse uno che se ne intendeva, il signor Sigmund Freud. Non voglio tirarmi addosso gli strali delle altre categorie, tutte utili e degne di considerazione, ma è naturale che abbia un occhio di riguardo per quella cui sono appartenuta io che ho insegnato per oltre trent’anni. Anche se ora sono in pensione, rimango in contatto con le colleghe in servizio e partecipo per ciò che succede nel mondo della scuola. Oltretutto dove abito l’edificio ce l’ho comodo, a due passi da casa e quando esco lo saluto cordialmente, pur senza nostalgia. Vediamo, sono in contatto con le colleghe: Valentina, Veronica, Paola, Rossella, Adriana, Edy, Roberta, Carmen, altra Valentina, Lisa… e mantengo i contatti con alcune colleghe pensionate. I maschi in servizio sono pochi ma buoni: Massimiliano, Antonio, Andrea… chiedo venia per gli eventuali non menzionati. Per quanto mi riguarda, devo dire che ho fatto l’insegnante volentieri, senza strafare cioè senza dannarmi l’anima, ma forse avrei fatto più volentieri la giornalista. In ogni caso, la parte bella del mio lavoro era lo scambio con gli studenti, l’atmosfera spesso effervescente che si creava in classe per cui le ore passavano veloci. Un effetto collaterale negativo era la raucedine per il troppo parlare e la spossatezza alle ore tredici. Comunque continuo a raccogliere i frutti di ciò che ho spanto – a volte testardamente – attraverso il contatto privilegiato con alcuni ex alunni… germogli diventati fiori, per postillare l’ultima mia opera Dove i Germogli diventano Fiori, guarda caso dedicata al mio maestro di quinta elementare, Enrico Cunial. L’impronta lasciata non si disperde. Buon lavoro a tutti gli Insegnanti!

6 pensieri riguardo “Pro Insegnanti”

    1. Mi ricordo i tuoi apprezzamenti in sede d’esame per la poesia che facevo coltivare agli studenti… il tuo tatto nel fare le domande e metterli a loro agio… strategie che si apprendono sul campo e fanno la differenza. Averti conosciuto e continuare a dialogare è un dono della professione che tanto prende e qualcosa dà. Prima dell’insegnante viene la persona, e non siamo tutti uguali. Ma scoprirsi simili procura benessere! Grazie cara, buon lavoro e tutto il resto! 💞

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  1. Stavo uscendo per andare un pò in palestra, ma l’argomento mi interessa molto in quanto ho un nipote che solo ieri mi ha detto: Finalmente nonno con la nuova scuola ho insegnanti competenti…..
    Non credo che ci siano insegnanti competenti e non competenti, ci sono molte differenze importanti tra insegnanti che si sono preparati nel secolo scorso e l’attuale in particolare con la scoperta di internet e nel caso di mio nipote si tratta anche tra una scuola e l’altra; come ha consigliato La Preside di fare, della scuola precedente, cosa che ha dato buon esito !!!
    Gli insegnanti di oggi sono a conoscenza della tecnologia avanzata che hanno a disposizione, cosa obsoleta per gli anziani cresciuti con i libri, mio nipote adesso usa solo il computer, proiettori, lavagne interattive e dispositivi mobili mi dice che con i nuovi “maestri” il libro non lo usa ed è tutto più veloce e più chiaro, compresi i compiti che vengono automaticamente ripetuti in caso di mancanza di comprensione. Devo dire che sono andato a vedere e partecipare allo svolgimento dei compi e sono rimasto sorpreso in quanto questa tecnologia mette a disposizione dell’alunno un vero e proprio professore artificiale e molto competente. In pratica ho visto che coinvolge lo studente in modo nuovo ed efficace.
    In pratica non si usa più il confronto frontale con il professore e il libro di testo in questo nuovo e diverso sistema è più attivo ed esclusivo, sembra che l’insegnate sia rivolto al singolo alunno che incoraggia molto anche davanti alle difficoltà, non esiste più se nn sai è perchè non studi ma la risoluzione del problema viene incoraggiata, veramente sorprendente, questo è quello che ho visto !!!
    Da quello che mi dice mio nipote questo sistema non è per nessun studente uguale il che aumenta di molto l’attenzione anche per l’alunno che si riteneva nel passato poco intelligente.
    Mio nipote ha ripreso con soddisfazione e coraggio su se stesso, sulla propria sicurezza, da quello che mi descrive il ragazzo i nuovi insegnati sono più flessibili, inclusivi e adattabili; credo sia dovuto alla esigenze e oportunità di questa società che si è stravolta…

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    1. Sono contenta per tuo nipote che possa finalmente sentirsi appagato dalla nuova scuola. “Sbagliando si impara”, diceva un vecchio modo di dire e vale anche per la didattica costretta ad aggiornarsi. Positivo che ci siano vari supporti tecnologici ma credo che rimanga centrale la figura dell’adulto che a scuola è l’insegnante. L’ottimo che interagiscano, come mi pare di intendere nella nuova realtà di tuo nipote. Un po’ come avviene in sala operatoria dove chirurgo e robot lavorano insieme (parlo per esperienza diretta, visto che sono stata operata all’anca in robotica). Va da sé che la novità può spaventare e non piacere, perché non siamo tutti uguali. Però eviterei di buttare alle ortiche le esperienze del passato che offre spunti di riflessione e di recupero: mi viene in mente la buona educazione che una volta era imposta, anche con la bacchetta e oggi è misconosciuta. D’accordo che i tempi sono tempestosi ma godiamoci i raggi di sole quando ci sono. 🌞🖐️😊

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  2. Avendo lavorato a scuola come coll.scolastica ,nutro stima e rispetto per il corpo insegnante perché so quanta dedizione e impegno hanno per la loro professione .Quindi in bocca al lupo a tutti gli insegnanti ,perché la vostra è una missione nel campo educativo. Buon anno scolastico!!!👏👏👍👍

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