Andar per strada

Il nuovo Codice della Strada potrebbe entrare in vigore entro l’autunno 2023,k dopo essere stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. L’iter prevede che il ddl venga discusso in Parlamento dalle due Camere. In generale sono previste sanzioni più severe per chi guida in modo irresponsabile, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle strade. Superfluo ricordare le vittime della strada che allungano ogni giorno un elenco inverosimile. Per restare in ambito privato, anni fa ho subito un incidente che mi provocò la frattura dello sterno: a causarlo la distrazione al cellulare del tipo al volante. Mia zia Primina, mentre andava al mercato in bicicletta fu investita mortalmente. La mia amica ecuadoregna Zulay fu spezzata in due da un’auto mentre tornava a casa in scooter. A lei ho dedicato la mia opera Migrante Nuda. Senza tanta fatica, potrei portare altri esempi drammatici, ma preferisco sorvolare. Mi è rimasta l’ansia che qualcuno possa tagliarmi la strada quando sono al volante, perciò evito viaggi lunghi e uso l’auto solo per necessità. Per brevi spostamenti, ho ripreso in mano la bicicletta che uso su percorsi periferici, riconoscendo che non sono esagerate le raccomandazioni alla prudenza che mi giungono da varie parti. Anche camminare a piedi non è privo di rischi, se non si usano le strisce pedonali e i semafori per i pedoni. Ben vengano le multe salatissime per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Però ritengo che sarebbe più utile agire a monte, sul versante della prevenzione, educando a rispettare la vita propria e altrui in qualunque circostanza, a partire dalla scuola dell’infanzia. La caotica vita moderna ci spinge ad andare di corsa, col rischio di perdere il contatto con ciò che abbiamo sotto i piedi e la vita, nella peggiore delle evenienze.

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