Sulla libertà di movimento

Lunedì dinamico: prima di andare a fare la spesa, devo fare la marmellata – più precisamente composta – di mele, con i frutti caduti anzitempo dal mio alberello che non oso gettare nel compost, come mi consiglia mio figlio. D’accordo che il frutto migliore va colto dalla pianta, ma se curo le mele segnate posso recuperarne una buona parte, cosa che faccio in considerazione che è roba mia e che profumerò la cucina durante la trasformazione. Agisco di conseguenza ed ottengo sei vasetti di prodotto che userò per fare muffin o crostate, appena si abbasserà la temperatura. Adesso è ancora tempo di dolci al cucchiaio, tipo tiramisù. Con un po’ di ritardo, mi sposto al paese limitrofo dove faccio la seconda colazione e leggo il quotidiano, in cerca della notizia attorno alla quale scrivere il post odierno. La trovo a pag. 33 del Corriere, introdotta dal titolo Spettacoli. Riguarda Seydou Sarr, esordiente 21enne di origine senegalese, protagonista nel film Io capitano che si racconta dopo il premio a Venezia. Alla domanda del giornalista: “Cosa vorrebbe dire ai suoi coetanei italiani” dà una risposta esemplare: “Di essere consapevoli di avere la fortuna di non dover mettere a rischio la vita per avere il diritto di viaggiare. Per noi non è così, il film mostra esattamente cosa succede nel deserto e sul mare ai migranti, i loro sogni, gli orrori che affrontano”. La testimonianza di questo ragazzo che avrebbe voluto fare il calciatore vale, a mio avviso più di tante tavole rotonde. Essersi calato nei panni di tanti coetanei che affrontano viaggi della speranza – per molti trasformatisi in morte – lo avrà sicuramente fatto crescere. E offre uno spunto di riflessione per i tanti giovani che godono dei diritti civili, compreso quello di spostarsi, dandoli per scontati. Lunga vita al buon cinema e ai bravi attori.

7 pensieri riguardo “Sulla libertà di movimento”

  1. Più che ai bravi attori avere i diritti di viaggiare direi a tutti gli esseri umani !!! Stavo guardando e approfondendo quello che è stato il Cile con l’entrata al comando di Pinochet, una cosa stravolgente e spaventosa Tipo l’ultima guerra mondiale qui da noi !!! Come ho sempre detto noi uomini esseri umani come ci distinguiamo in Homo sapiens Non siamo proprio degni meno di una formica. Quello che devono fare pee sopravivere sono costretti meglio ancora, obbligati a scappare dai loro paesi tutti questi africani che cercano di trovare una vita vivibile, mentre io sono costretto con una gamba alta ad aspettare che guarisca e per tv stanno facendo vedere una trasmissione estremamente semicomica intitolata la volta buona su Rai 1 , dimenticando assolutamente tutto il resto del mondo facendo credere a chi guarda che c’è tanto da godere e poco da soffrire… dovremmo tutti combattere per il rispetto di noi stessi… ho dettato con lo smartphone di conseguenza ci saranno parecchi errori

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    1. Niente errori, per fortuna leggo il commento perché i due giorni precedenti qualcosa nella ‘rete’ non ha funzionato. Porta pazienza per la tua gamba inoperosa…meno male che ti eri spostato prima, al sud. Vivere una vita vivibile sarebbe l’obiettivo primario per chiunque…siamo proprio bravi a rovinarci la vita. Sarebbe già un buon passo ammetterlo, per cambiare rotta! Grazie dell’intervento, ciao!🍀

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  2. “Questi africani che cercano di trovare una vita vivibile….”
    Vero, ma chiediamoci qualcosa anche noi europei, chi ha fatto in modo che la vita in Africa diventasse invivibile, chi ha portato a casa diamanti, terre rare, coltan…. Chi va giù a pescare lungo le coste…lasciandoli a bocca asciutta.
    Perché non siamo andati giù ad aiutarli a gestire le loro ricchezze?
    Il professor Paolo De Stefani, quando lo interpellai con questi quesiti, mi disse che avevo ragione, ma rimane utopia.
    Forse vengono a prendersi quello che spetta loro.

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  3. Io sto ringraziando moltissimo Shenghen che in questi giorni mi sta permettendo di viaggiare liberamente in tutta Europa… Per fortuna che esiste! E sì, non è per nulla scontata la libertà di movimento. E anzi, ritengo nel mio piccolo, che essa dovrebbe essere maggiormente messa in risalto in modo che anche gli stati che sono ancora “indrio” su questo grande valore possano trarre ispirazione e modernizzarsi.

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    1. E bravo Manuel, che apprezzi le migliorie e solleciti un avanzamento da parte degli stati ancora ‘indrio’: bello il dialetto veneto che giunge da Copenaghen o paraggi. Se potessi, ti manderei su un giro di muffin o di tiramisù che sarò lieta di farti trovare al ritorno. Goditi questa meritatissima vacanza e lascia perdere i ‘pensierini’. Il tuo racconto sarà il dono più autentico. Saluti ai compari (nel senso latino di cum = insieme con e patior = condivido/sperimento), buon tutto! 🖐️

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