Un astro nascente

Si può morire per uno scooter parcheggiato male? La vittima è Giovanbattista Cutolo, 24enne musicista suonatore di corno della prestigiosa Orchestra Scarlatti young. La mamma è la psicoterapeuta Daniela Di Maggio, il padre Franco Cutolo, è uno stimato regista teatrale. L’aggressione mortale è avvenuta prima dell’alba di giovedì 31 agosto 2023, a colpi di pistola in piazza Municipio a Napoli. Il presunto assassino ha 16 anni. Sono desolata, anche perché la vittima era un talento della musica. Il suo maestro in lacrime dice: “Faceva il cameriere per amore della musica”. Il ministro della Cultura Gennaro San Giuliano ha dichiarato: “Un dolore che lascia senza fiato…un ennesimo episodio di criminalità”. Mi colpiscono profondamente le parole della madre: “Ho fatto di tutto per dare bellezza a mio figlio”. Se potessi parlare con la madre, le direi che il tempo breve di suo figlio è stato benedetto dalla musica che è un buon motivo per vivere, come ogni forma d’arte. Insieme al giovane c’era la fidanzata che ha chiamato i soccorsi. Non oso immaginare come potrà sentirsi e anche a lei va la mia pietà. Il padre della vittima dichiara: “Mio figlio era un talento vero e questa città me l’ha ammazzato. Ora basta, vado via da Napoli”. Mi viene in mente il proverbio “Vedi Napoli e poi muori” da attualizzare in “Vedi Napoli e muori”, scoraggiante prospettiva legata alla dilagante criminalità. Il degrado morale e la camorra sono deterrenti forti del vivere civile. Ogni giorno succedono cose brutte, ma c’è anche chi, come Giovanbattista – Giomba o Giò Giò per familiari e amici – era cresciuto a pane e cultura, ed era lanciato verso una carriera brillante. Omaggio a lui che ha speso bene la sua breve esistenza.

8 pensieri riguardo “Un astro nascente”

  1. Non si può morire così, tutti i cittadini onesti di Napoli dovrebbero ribellarsi a tanta violenza gratuita. Una vita vale più di un parcheggio!! Sono indignata e aspetto che i napoletani ( di cui ho il massimo rispetto) facciano qualcosa in tal senso!!!!🙏🙏💐💐

    Piace a 1 persona

  2. Quello che leggiamo ogni giorno di cronaca nera mi fa pensare al degrado culturale senza fondo che caratterizza questi tempi.L’esempio di cultura di questo ragazzo ha dovuto soccombere al degrado e,come i femminicidi,lascia costernati e arrabbiati.
    Dovremmo scendere tutti in piazza!

    Piace a 1 persona

  3. Non ho parole. Non è possibile per un futile motivo togliere la vita a un ragazzo di 24 anni con un avvenire prestigioso nel campo della musica. Poveri genitori,questo bastardo ha tolto tutto anche a loro

    Piace a 1 persona

  4. Sono costernato per quanto è successo, per mano di un ragazzo di soli 16 anni.
    Ma questi episodi non succedono solo a Napoli. Non associate fatti criminali a questa città! Napoli ha certamente tanti problemi e tanti napoletani vivono in condizioni non accettabili. Provate a camminare per i vicoli della città vecchia, a osservare le abitazioni. Conoscete i “bassi”? Sono una sorta di caverna con una sola apertura all’ esterno, a pianterreno, in uno stretto vicolo. L’ interno è a volte diviso in alcuni locali…potete immaginare che aria circola in qualche modo…ci sono a volte locali semi interrati. Passando e dando un’ occhiata attraverso le “finestre” si vedono a volte solo le gambe delle persone sedute, a volte una branda con una persona anzi
    ana sdraiata. Quando si torna a casa a fine giornata, c’è chi mette alcune sedie fuori sul vicolo e si riposa e prende un po’ d’ aria. Se non stai attento capita che qualcuno ti rubi qualcosa mentre cammini, anche se a me non è mai successo. E allora? Lo condanniamo? Se voi non mangiaste tutti i giorni, cosa fareste?
    Ho vissuto un po’ a Napoli, la città più bella ed accogliente del mondo. La cordialità, la facilità a comunicare, la disponibilità, e con gli amici e conoscenti la grande generosità e l’ ospitalità…in quel modo e in quella misura li ho cono sciuti solo a Napoli. Quando sono tornato al Nord, nei primi tempi mi facevo chiamare Gennaro. Specialmente durante i miei viaggi, dicevo di essere napoletano. Avevo anche studiato la lingua, conoscevo dei modi di dire, dei saluti, delle poesie. Un giorno una persona mi chiese: “tu sei napoletano per nascita, per abitazione…”. Per amore, risposi.

    .

    Piace a 1 persona

    1. Non tutti hanno filtrato il vissuto napoletano come te, che ci sei affezionato. Io non ho voce in capitolo, perché ci sono stata di passaggio, da studente liceale. Prendo atto di ciò che la cronaca offre – risaputo che nella felicità non c’è storia – che sono piuttosto sedentaria, al momento non mi strapperei le vesti per andarci. Il male serpeggia ovunque, in percentuale maggiore dove la popolazione è assai numerosa. I napoletani onesti non si scoraggino, tornerà a soffiare il vento buono.

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a lucia zanchetta Cancella risposta