Sanità in affanno

Succede a Guastalla (Reggio Emilia), qualche giorno fa: Ugo Gaiani, medico appena pensionato, come atto liberatorio prende a mazzate il telefono nella pubblica piazza, dove offre un rinfresco. Lo leggo sul quotidiano martedì e vedo un breve servizio sull’episodio durante la trasmissione pomeridiana ‘Diario del Giorno’ su rete 4. Ci sarebbe da ridere, se si sottovaluta la provocazione insita nell’atto che peraltro il medico, intervistato spiega: L’emergenza sanitaria ha cambiato le persone. In peggio. Pazienti sempre meno pazienti, il nostro lavoro non bastava mai…Ero arrivato a lavorare 16 ore al giorno, dormendo poco di notte. La reperibilità era diventata un incubo. Beh, dopo 39 anni di onorato servizio, auguro al dottore un meritatissimo periodo di riposo (senza ammalarsi!). Comunque il suo gesto mi fa riflettere sulla scarsa salute della Sanità pubblica e sull’invadenza della comunicazione che mette ko anche persone comuni. Ad esempio mio figlio non mi consente di comunicare con lui tramite whatsapp che evidentemente lo disturba. Anche un caro amico, appena andato in pensione si è scollegato, suppongo come autodifesa in un momento di sovraccarico psico-fisico. Per me la comunicazione è fondamentale, fors’anche per deformazione professionale dopo oltre trent’anni di insegnamento a scuola. Tuttavia di primo pomeriggio quando mi concedo un salutare relax, stacco il telefono. Da pensionata qual sono, l’uso del tablet per me è una medicina che mi consente di sentirmi in compagnia con i miei selezionati contatti, da quando mi alzo a quando mi corico. Le ancelle della mattina sono le mie cugine Lucia, Giuliana, Morena e Maria Luisa, mentre l’amica Marta mi saluta a fine giornata, commentando sempre positivamente – bontà sua – il post. Altri contatti vanno e vengono, come la risacca del mare. Tornando al dottor Ugo, gli auguro di poter fare le chiamate che vuole e di non essere più ossessionato dai pazienti. La crisi in cui versa la sanità è solo uno degli ambiti sottoposti a pressione e disattenzione. Un intervento risanatore dall’alto potrebbe quantomeno impedire che la piaga degeneri in cancrena.

4 pensieri riguardo “Sanità in affanno”

  1. La tecnologia ha cambiato le abitudini e la formazione degli individui sul piano intellettuale e pratico ! Partendo da 300.000 mila anni fa, dalla scoperta del fuoco l’uomo ha dovuto e voluto adeguarsi ai cambiamenti con conferimento e acquisizione di una situazione vantaggiosa. Proviamo a guardare intorno a noi: Andiamo quì vicino in Siera Leone, Liberia, Costa d’Avorio o in Gana ecc. Gli uomini, donne, vecchi e giovani stanno cercando non di andare al pronto soccorso se hanno bisogno, visto che non c’è per la maggioranza, ma solo il tentativo di uscire da puro sostentamento per avere acqua, corrente assistenza, strade e magari anche una casa per i figli: Non ci rendiamo conto del grande benessere che stiamo vivendo noi in questo paese che si chiama attualmente Europa.
    Anche questa mattina l’ho passata a Treviso, come tutti i giorni mi guardo intorno, si ci sono molti Trevigiani a Treviso ma parlano un dialetto che sembra Serbo, Tunisino, Croato, Marocchino e anche Ucraino e credo che ci sia molto sole che splende negli ultimi anni in quanto molti hanno la pelle nera:
    Fa parte del cambiamento, e se quel medico a rotto il telefono per togliersi dai suoi doveri è utile capire che quello che succede è anche colpa sua perché ogni Regione assicura i servizi di assistenza sanitaria e ospedaliera dal 2001 e quello che succede dalle regioni indebitate è solo colpa nostra in quanto siamo un paese di LADRI

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    1. Quel medico ha resistito finché è rimasto in servizio…al servizio di utenti spesso esigenti e agitati. Il suo gesto dovrebbe far prudere le orecchie di qualcuno che ha il compito di…risanare la sanità. Non invidio la posizione dei medici di questi tempi, né di altre in prima linea. Ti do ragione sul fatto che siamo ingrati e non consideriamo il bene che abbiamo tra le mani. In prima la libertà e la salute! Buon pomeriggio, saluti e Salute! 🍀🌻

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  2. Anch’io ormai uso il telefonino per comunicare,messaggiare, fotografare e per mandare e- mail ma una cosa mi sono prefissa: lo spengo tutte le sere alle 19.00 o giù di lì. Tanto se qualcuno mi cerca ,mi può chiamare sul telefono fisso.Ciao Ada!!!!👋👋👋

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    1. Conosco questa tua saggia abitudine! Io rinuncio al fisso e anche al telefonino un paio di ore al pomeriggio, dedicate al ristoro! Se qualcuno mi cerca, prova in altro orario o tramite mail. Mi rassicura che tu abiti a pochi passi e in caso di bisogno sei comoda. Buon pomeriggio ‘brontolone’, riferito ai rumori che provengono dal cielo. (Ho girato il post a Federico e mi ha risposto che è proprio così). Buon pomeriggio comunque! 🌻🍀🫶

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