Piante in vacanza

L’articolo che leggo oggi in una delle pagine interne de IL CORRIERE è intitolato: Curare le piante di chi va in ferie, da Roma a Torino: “Così ne abbiamo fatto un lavoro” e conferma il contenuto di un’intervista seguita ieri mattina in televisione che ha per protagonista una figura nuova, il Plant Sitter o sitting, cioè colui o colei che si occupa delle piante da accudire, mentre i proprietari sono in ferie. Praticamente fa quello che faceva una volta il vicino di casa o una persona amica, durante la prolungata assenza del titolare. Solo che in quest’ultima versione, chi accudisce le piante viene pagato, circa 15 euro l’ora. L’idea di farne un lavoro vero e proprio venne nel 2014 a Valentina Paracchi, ex marketing manager, che tra il mese di luglio e agosto offre il suo servizio a fiori e piante di 40 case. A Roma Elisa, ex grafica ha creato la “Clorofillab” che offre all’incirca gli stessi servizi, ma lei non si sposta con l’auto bensì a piedi o in bicicletta. Non è un caso che le due testimonianze siano al femminile, essendo le donne più in confidenza con i fiori, ma non mancano i giovani uomini, come nel caso del servizio visto in tivù. Mi pare una buona cosa, intanto per fare girare l’economia e creare figure nuove da introdurre nel mondo del lavoro. Poi per una sensibilità da riconoscere a piante e fiori, che non miagolano e abbaiano come gatti e cani che usufruiscono (i più fortunati) di kat o dog sitter, ma sono creature senzienti in ambito familiare. Mi dà un po’ fastidio il nome inglese del nuovo profilo: giardiniere a domicilio mi sembra anche più naturale, ma dobbiamo rassegnarci all’entrata di qualche parola straniera, se la sostanza non cambia. Da parte mia sono contenta di occuparmi in prima persona delle piante verdi e dei fiori. Stamattina ho comprato al corsorzio un insetticida molto costoso contro l’insetto che mi bruca le foglie dei gerani. Ho appreso che a breve non sarà più possibile fare certi trattamenti da casa, salvo attrezzarsi di patentino. Allora, forse mi rivolgerò al plant sitter!

8 pensieri riguardo “Piante in vacanza”

  1. Invece di protestare per la mancata riscossione del reddito di cittadinanza andassero pure loro a fare qualcosa di utile come il plant- sitter ,visto che si prendono dei bei soldini👏👏👏👏

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  2. Soddisfacente quello che dice Lucia Zanchetta: mi fa riflettere sul mese che ho passato in ferie in Sicilia, una quantità enorme di persone che vivevano in modo tranquillo a cui non mancava niente dall’auto alla spesa ai vestiti e il fatto sorprendente è che non facevano niente !!! Adesso ci sono moltissime altre professioni digitali, oppure ambientali come hai fatto che hai descritto, medicina e tecnologia poi non stiamo a parlarne in particolare per il fatto che in Italia l’età media mi sembra che sia di 46 48 anni. Ma soprattutto quello che manca è la volontà, la grinta di migliorare, ma soprattutto la mancanza di darsi da fare. Non si può certo pretendere senza dare niente e purtroppo è quello che è la nostra cultura odierna in Italia è presente soprattutto da parte di genitori e istituzioni. Bisogna assolutamente aiutare chi ne ha bisogno ma non certo che non ha voglia di far niente.

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