Leggo sul quotidiano che il nubifragio abbattutosi al nord ha colpito duro anche la zona del Garda, provocando la morte di moltissimi gabbiani e ferendone inesorabilmente alla testa e alle ali parecchie decine, di cui poche unità si salveranno a causa delle gravi ferite indotte dai giganteschi chicchi di grandine. Tra l’altro, solo pochi mesi fa la comunità era stata colpita dall’aviaria. Mi piange il cuore che anche questo bellissimo uccello sia vittima dello squilibrio meteorologico, perché abita il cielo ed è simbolo di libertà. Mi ricorda l’Albatro o Albatros, il più grande uccello marino a cui Baudelaire dedica la poesia L’ albatro nella cui disavventura l’autore intravede la sorte degli artisti destinati a vivere in un ambiente che non li comprende. A parte le somiglianze tra i due uccelli – gabbiani e albatri – e l’habitat dove vivono, mi ha sempre commosso il contrasto tra la bellezza dell’animale e la grettezza d’animo di chi lo sbeffeggia. Charles Baudelaire (Parigi, 1821-1867) non ha certo avuto vita facile e lo fa intuire anche il titolo della raccolta I fiori del male che contiene la poesia succitata (1857). Tornando ai gabbiani, sono vittime del cambiamento climatico e della mancata prevenzione, come tante altre specie durante le calamità naturali. Il degrado ambientale e il disinteresse umano sono una buona miccia per innescare la catastrofe. Chissà cosa direbbero i gabbiani, se potessero avere voce. Negli albatri loro cugini, il grande poeta francese trasferisce un’ispirazione d’infinito che solleva dalle miserie umane. In chiusura, trascrivo l’inizio della poesia L’ albatro, lasciando al lettore scoprire o riscoprire il seguito, traendo le sue conclusioni. Spesso, per divertirsi, gli uomini dell’equipaggio/catturano degli albatri, grandi uccelli marini,/che seguono, indolenti compagni di viaggio,/la nave che scivola sugli abissi amari./

In questi giorni di vacanza a Bibione non ne ho visto uno dove sono andati a finire i gabbiani? Colpiti anche loro dai cambiamenti climatici,povere bestiole !! In compenso c’è il cicalare delle cicale che smettono un minuto.Buon pomeriggio sereno cari lettori!!🏖🏖🏖
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Sarebbe interessante sapere dove sono andati i gabbiani…chiedi ad Adry, sperando che siano ancora in circolazione da qualche altra parte! 🖐️
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Ho dimenticato il non…..
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Refuso 🤣
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Una moria di gabbiani sul lago di Garda, mitragliati da chicchi di grandine.Centinaia di piccoli uccelli bianchi distesi sulla riva del lago colpiti alla testa.Gli agenti della polizia provinciale hanno potuto raccogliere solo.una trentina di gabbiani ancora vivi ma con lesioni difficilmente guaribili. È stato impossibile soccorerli tutti, purtroppo una strage tremenda.F
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Una strage di gabbiani che fa male al cuore. Un cimitero bianco desolante.
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Uccelli ispirati dall’infinito.
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Messaggeri di libertà ferita 🙄
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Su focus leggevo proprio questo argomento; cambiamento climatico sta influenzando la migrazione, il comportamento e la sopravvivenza di molte specie di uccelli in tutto il mondo. Il riscaldamento globale sta stravolgendo i tempi della migrazione degli uccelli, che si affrettano in primavera e si attardano in autunno. Inoltre, il cambiamento climatico sta causando una riduzione della copertura vegetale lungo le coste, che è essenziale per questi uccelli come luogo di riposo e nidificazione. Mi viene in mene la tortora che le prime ore del mattino mi teneva compagnia con il suo canto, meglio dire tubare ” du… duuuu… du…” da quello che mi diceva il nonno si tratta del verso del maschio per richiamare le femmine. Purtroppo da qualche mattina non c’è più, penso che i temporali, quì molto forti gli abbiano rovinato il nido!
Il cambiamento climatico modifica il comportamento degli uccelli, che modificano le loro strategie per adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Tuttavia, non tutti potrebbero essere in grado di farlo e la sopravvivenza stessa di diverse specie è a rischio, spero tanto che la tortora ritorni a farmi compagnia.
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Anche noi dovremmo adattarci alle nuove condizioni ambientali. Ti auguro di tornare a sentire la tortora! 🕊️
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