Dalida…e basta

Che emozione vedere e sentire Dalida, pseudonimo di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1986) durante il programma televisivo Techetechetè, sabato sera verso le ventuno, in un’orario in cui di solito il televisore è spento. Meno male che l’archivio della Rai ci regala di queste sorprese: sempre apprezzata la cantante Dalida, di un fascino malinconico e di una bellezza statuaria. È tra gli artisti di maggior successo della storia della musica italiana, con circa 140 milioni di dischi venduti. Oltretutto la sento interpretare un pezzo che non mi ricordavo e che oggi risulta profetico: ‘NEL 2023’, cioè adesso nell’anno in corso. Non conosco l’autore del testo che impone una riflessione sul nostro tempo e quello che verrà dopo. Grazie alla ricerca della mia amica Lucia, apprendo che il testo è di Daniele Pace. Il brano americano che in origine si chiamava “In the year 2525” è cantato da Zager e Evans. Scritto da Rick Evans nel 1964, esce nel ’68 ed entra al n. 95 in America a giugno, ma è già al primo posto il 12 luglio, scalzando dal podio Elvis Presley, i Beatles e Steve Wonder. Tutt’altro che una canzonetta, personalmente mi fa venire i brividi. Riporto solo qualche verso, lasciando al lettore scoprire questo gioiello in musica. Adesso io mi domando se,/nell’uomo ancora esisterà/tutto quello che adesso ha/Nel 2023 io non ci sarò più/ma tu mi cercherai/nell’infinito//. Ecco, non so cosa provasse Dalida mentre interpretava questa canzone. Forse non immaginava che anch’io mi sarei connessa con lei, sperando di incontrarla nell’infinito. La sua storia umana mi ricorda quella di Mia Martini, un’altra grandissima interprete, sfortunata in amore come lei. Non so quanto la fama sia stata invasiva e pervasiva nella vita di queste due artiste, che meritano di non essere dimenticate.

10 pensieri riguardo “Dalida…e basta”

  1. Ricordo benissimo il brano che presento’ a Sanremo nel 67 ” Ciao amore ciao” perché coincideva con la partenza del mio ragazzo di allora (oggi mio marito) per il servizio militare. Avevo acquistato il 45 giri e lo ascoltavo migliaia di volte pensando a lui.

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  2. Sicuramente non è l’affermazione giusta ma credo che l’ho amata Dalida. Peccato ci si ricordi solo della sua tragica morte e non della grande artista che era, mi sembra che ha avuto sucesso anche in Francia. Mi ricordo ancora la sua presenza scenica; era unica, almeno ai miei occhi, però la si vedeva che soffriva sicuramente di depressione che poi credo l’abbia spenta nel corpo e nella mente.
    Immagini, visioni di un passato recente che che viene vissuto attualmente come una favola per chi crede nell’immaginario, pazzesco…….

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    1. Concordo che merita di essere ricordata di più per il talento…mentre da noi prevale la sua storia d’amore con Luigi Tenco, per cui tentò il suicidio, ripetuto vent’anni dopo. Colpisce che sia durato solo un mese il suo matrimonio… probabilmente aveva una personalità fragile in un corpo favoloso. Peccato che se ne sia andata anzi tempo e per sua volontà. Ci resta la sua variegata eredità musicale. Ciao, buona calda serata! 😊

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