La Venere degli stracci

Non sapevo nulla riguardo La Venere degli Stracci, opera di Michelangelo Pistoletto risalente al 1967: è stata incendiata a Napoli, in piazza Municipio dove era stata inaugurata due settimane fa, il 28 giugno scorso. Autore dello sfregio, non una delle tante baby gang che imperversano nel centro cittadino, ma un clochard italiano 32enne, incastrato dalle telecamere mentre alle 5.30 del mattino arriva a piedi in piazza Municipio, estrae un accendino e dà fuoco ai vestiti. Chissà cosa gli dava fastidio. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi riferisce ai giornalisti il succo del discorso avuto con l’artista: “Mi ha detto che, alla fine, anche questo atto violento dev’essere interpretato da noi come un momento di rigenerazione”. Simbolo dell’Arte Povera, l’opera simboleggia gli scarti o i rifiuti che la Venere ha il potere di rigenerare. Lo stesso artista, pittore e scultore piemontese 90enne (Biella, 25 giugno 1933) durante l’inaugurazione aveva chiarito che: “La Venere che viene dalla storia della bellezza rigenera questi stracci, che di colpo diventano opera d’arte e ritornano a vivere”.Quindi bellezza e miseria dell’esistenza possono essere stimolo di connessione e di rigenerazione. Ma dall’altra parte deve esserci apertura a comprendere e a farsi plasmare che l’autore del rogo, al momento del gesto evidentemente non possedeva. A parer mio, provocare una riflessione attraverso l’arte, che sia povera, concettuale o quant’altro è lodevole, perché l’arte è di tutti e se ha un obiettivo sociale tanto meglio. La modalità di portarla fuori dai musei può infastidire, ma può funzionare. Del resto, alla base del movimento artistico chiamato “Arte Povera”, fondato dal maestro biellese nel 1960, l’arte è utilizzata come strumento di promozione sociale. Ottimo obiettivo, lungo una strada tortuosa e in salita.

7 pensieri riguardo “La Venere degli stracci”

    1. Comprendo, io ci sto pensando…a me non piace che Amore e Psiche del Canova sia stata riprodotta sulla cabina dove tu sai… però se serve a fare un po’ di reclame…ciao, grazie e buon pomeriggio rinfrescato.

      "Mi piace"

  1. È difficile capirlo se no inserendo all’interno della capacità umana la miseria della visione della bellezza. Presumo che l’autore volesse dimostrare le nostre ultime valorizzazione della vita esposte al consumismo. Di sicuro c’è molto di peggio, come guerre e fughe dai paesi in difficoltà con le morti nel Mediterraneo. Anche queste è frutto delle nostre incapacità di valorizzare il nostro valore è il valore della natura dove viviamo. È sempre stato e sempre sarà prima un periodo di vacche grasse e poi un periodo di vacche magre

    Piace a 1 persona

    1. Forse il periodo attuale è di vacche strafatte… Hai ragione a dire che c’è molto di peggio e che siamo incapaci di valorizzare il nostro valore e la natura che ci accoglie. La bellezza è silenziosa ma l’uomo contemporaneo è troppo disturbato per coglierla e forse le forme eclatanti di promozione possono servire. Dato che il nostro è considerato il Belpaese, nel complesso l’arte dovrebbe essere molto più presente…ed operativa! C’è ancora molto da fare! Ciao, buon pomeriggio!

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a Ivano Cancella risposta