Comunque l’estate c’è

Il Gladiolo è un altro bellissimo fiore estivo. Per fortuna, a casa mia alcuni sono sbocciati ed altri lo stanno per fare, mentre l’estate scorsa il miracolo non si è avverato, causa la siccità. Mi stupiscono i tre fiori emersi dalla base del Ciliegio, dove avevo sistemato dei sassi per impedire ai gatti di andare a dissotterrarli. Evidentemente hanno trovato la strada per uscire allo scoperto e la loro resilienza è per me un monito. Oltretutto sono gialli, un colore che mi stimola e mi rincuora. Invece sono blu su fondo verde quelli dipinti sulle tende della mia camera, a sottolineare la predilezione per questo fiore elegante, originario dell’Africa e del nostro Mediterraneo. Simbolo di virilità e di vigore, sembra che diversi secoli fa le donne più giovani lo utilizzassero per adornare le vesti e i capelli. La forza di carattere è rappresentata anche dal nome ‘gladio’ che in latino significa spada. Le sue foglie infatti hanno la forma di una spada e per questo motivo è associato alla forza. Come l’Ortensia è privo di profumo, ma per me non è una limitazione. Osservandolo, ieri mi è venuto di buttar giù due versi che lo vedono apripista di una poesia estiva che trascrivo così, tanto per sopportare il caldo. COMUNQUE L’ESTATE C’È Vorrei essere un gladiolo variegato/verso l’alto proiettato,/incurante dell’estate afosa./Anche una mora gustosa,/nascosta tra il fogliame dell’orto/in apparenza morto/con la scorsa siccità/ed ora straripante/di lavanda e pomodori/tesori della natura sorprendente./ Non oso lamentarmi di niente,/salvo mosche, zanzare e tanto rumore/che non fa proprio bene al cuore./Comunque l’estate c’è:/prendiamola com’è!//.

4 pensieri riguardo “Comunque l’estate c’è”

  1. Mi fai sempre ricordare il grande atteggiamento attento e riverito di mio nonno nei confronti di sua moglie, mia nonna. Come ho già accennato aveva ideato di fronte ed esternamente alla cucina in pratica all’inizio dell’aia un spazio per piantare fiori e anche fragole, mi ricordo, solo per rallegrarla. Lei aveva la diabete, cosa di cui mi ha reso partecipe, e rimaneva seduta di fronte alla finestra quasi tutto il giorno ad ammirare la meraviglia della fioritura. Sicuramente visto che il rispetto e la determinazione era molto presente non c’era niente di più indovinato che i gladioli, molto ma molto belli. Veramente non so dove riusciva a procurarsi tutti quei fiori ma le grandi spighe e quei fiori a forma di coppa erano sicuramente un piacere per la mia speciale nonna e la fortuna d’averla vissuta.

    Il Gladiolo, fiore maestoso,/
    con petali eleganti e colori vivaci,/
    sorprende il mondo con la sua bellezza,/
    e conquista il cuore della nonna che lo apprezza/

    Dalle spighe alte e slanciate,
    che si ergono verso il cielo,
    il Gladiolo si mostra in tutta la sua gloria,
    un simbolo di forza e di nobiltà del nonno in memoria/

    I suoi petali delicati e sfumati,
    come pennellate di un quadro celeste,
    donano al mondo un tocco di magia,
    e infondono speranza per combattere la glicemia/

    In giardini e prati, fiorisci maestoso,
    con la tua presenza regale e affascinante,
    attira farfalle e api danzanti,
    che si nutrono del suo nettare in movimenti acceleranti/

    O Gladiolo, fiore incantevole,
    sempre sarà il mio amore per te,
    un’icona di amore e bellezza,
    che illumina i nostri giorni con dolcezza.

    Così, ti saluto Gladiolo, con gratitudine,
    per la tua esistenza che arricchisce il mondo,
    e ti dedico questa poesia affettuosa,
    come omaggio al tuo splendore profondo

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