Educazione transgenerazionale

Corso di ‘giustizia riparativa’: non ne avevo mai sentito parlare e meno che mai per delle persone anziane. Nel caso specifico, una coppia di 78 e 75 anni – rispettivamente lui e lei – di Spresiano (TV) ha vessato la nipote con insulti e atti di violenza fisica perpetrati durante la convivenza con la giovane e la di lei madre, anzi ragazza madre. Temo che la precisazione serva a immaginare la situazione di degrado in cui è maturata la vicenda, ‘sfuggita’ ai servizi sociali. Denunciati infine dalla nipote, i nonni aggressivi sono stati condannati per maltrattamenti a tre anni, poi ridotti a due con sospensione della pena e obbligo di seguire un corso ‘di umanizzazione ‘. Non è mai troppo tardi anche in questo caso. Mi spiace parlarne, perché ho un ottimo concetto delle persone anziane, eccettuate le minoranze controcorrente. Non mi sono goduta i nonni, mancati troppo presto; ho conosciuto solo Adelaide, la nonna materna passata a miglior vita quando avevo dodici anni, una figura a metà strada tra una dea e una fata sofferente (in un paio di giorni perse due figlie giovanette, a causa del tifo). Le ho dedicato un racconto tra i miei primi scritti, nella raccolta Note di vita, opera esaurita. Ho trovato altre persone ‘grandi’ di riferimento, per lo stile di vita e per lo spessore morale. Ne ho parlato nella mia prima opera C’era una volta l’ostetrica condotta con sottotitolo piccole storie di donne grandi, anche questa esaurita, ma non il ricordo e la traccia lasciata dalle protagoniste. Poi è stata la volta dei miei due insegnanti: quello delle elementari e delle superiori, protagonisti del mio ultimo e penultimo lavoro (disponibili su Amazon). Per me l’anziano è un patrimonio e non riuscirei a scrivere un’opera con un senior negativo. In caso di ravvedimento però, potrei ripensarci.

9 pensieri riguardo “Educazione transgenerazionale”

  1. Nonni, immagini di quando ero bambino su desideri avuti e fantasie vissute, si sono loro i nonni per i bambini di 60 anni fa.
    Venerdì, Sabato e Domenica passati con nipotini di 9( però lui dice di averne 10, in quanto è grande) ed 8 anni Lei. Sono i figli della figlia della mia altra parte di me stesso, non sono a loro parente ma mi vivono come la nonna anche se mi chiamano Ivan o Vano. Posso dire di aver fatto conoscere il vangelo ai bambini quello che la vita mi ha insegnato rimanendo sorpreso di quanto del vangelo conoscessero. Non sono i bambini di 60 anni fa, non esistevano cellulari o PlayStation, dopo colazione si rincorreva il pallone o si saliva sul nostro albero: Adesso ho visto disegnano il nuovo vestito per la nonna e in 5 minuti è perfetto sembra ideato da uno/a stilista, poi ti dice ” ma si può facilmente ottenere”: quell’altro sta disegnando un cacciatorpediniere, lo taglia; ci aggiunge con colla e nastro i canoni davanti e dietro con scritto il calibro il posto di comando e poi “Ivan me lo stampi completo”: Sconcertante da non crederci, ma io chi sono e lei ” la nonna” chi è ???
    Certo hanno bisogno come noi e forse di più delle cose essenziali, mangiare, dormire, aiutarli nel vestire, nel lavarsi denti e corpo: ma il resto non corrisponde non sembrano bambini, non stanno giocando ma sono già immersi in realtà che nemmeno capisco: ma che succede ???
    Non so e non posso capire quei due nonni che abitano a Spresiano quì vicino a me incapaci di amare e condividere il rapporto con nipoti e figli immagino la loro mancanza di maturità; che purtroppo noto addirittura nei genitori. Ragazzi venite a mangiare è pronto” un attimo Ivan sto terminando il lavoro ” il lavoro così ha risposto” Da quello che ho capito agevolano il gioco, come lo vedo io a qualcosa di complesso come pesantezza, impegno, sacrificio in pratica stanno facendo qualcosa di serio ed importante !!!
    Poi si gioca a pallone, si cambia con palla a volo e non c’è disattenzione ma solo impegno e massima destrezza ” Ale colpisci meglio- Isabel più preciso”… mi chiedo ma con chi sono ??? Sicuramente si preparano a diventare grandi: sono sempre più autonomi e sempre più orientati a condividere le loro esperienze con piena sicurezza. Nella consapevolezza dell’ enorme esistenza di diverse mutazioni in termini di maturità fisica, emotiva e psicologica .
    Ma il legame che vedo con la nonna è sempre importante e lo vivono con grande necessità, guai se non ci fosse

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    1. Capisco il disorientamento, i nipoti/bambini non sono più quelli di 60 anni fa: molto più stimolati e molto più soli. Non li invidio e non so come mi potrei se fossi nonna. Il mio lavoro mi ha tenuta ‘in campo’ con gli adolescenti fino a qualche anno fa e mantenere il controllo mi ha sfibrato, temo. Certo non si può generalizzare, ci sono molti super nonni e altrettanti bravi nipoti. Lo testimonia il mio ex alunno Manuel e spero che abbia tante copie in giro per il mondo. Comunque i tempi della crescita vanno rispettati e nipoti troppo saputelli mi fanno tristezza! L’infanzia rimane un periodo importante per sperimentare emozioni leggere e per divertirsi, come succedeva a te da bambino e a Francesca, la nuova penna che puoi leggere nel neonato blog verba nostra, digitando sixrododactilos.wordpress.com (finché non gira, poi si accorgerà l’indirizzo). Ciao nonno e amico di penna! 📗

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  2. Non è mai troppo tardi per imparare le.buone maniere e per capire che la violenza non è un modo educativo e che ci sono altre forme di comunicazione tra i familiari che danno risultati migliori.

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    1. Giusto quello che ho pensato io, cara Lucia! Sarebbe così semplice risolvere i conflitti all’origine…uno rinvia e il problema si incancrenisce, con effetti dolorosi e a volte drammatici. Certi nonni meglio non averli! Ciao e buon seguito di giornata! 🫶

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