Una fuoriclasse

Ho visto ieri sera sul primo canale il film biografico Sulle Ali della Musica, una produzione Belgio/Olanda del 2018, su Antonia Brico, prima donna a dirigere un’orchestra sinfonica e ad affermarsi a livello internazionale. Avevo letto di recente sul quotidiano riguardo questa donna talentuosa, con l’intenzione – poi sfumata – di dedicarle un post. La visione del film mi consente di rimediare. Nasce a Rotterdam il 26 giugno 1902 da madre olandese single, che si trova per strada dopo aver scoperto di essere incinta. Viene data in adozione a una famiglia che si trasferisce in California e le cambia addirittura il nome, ribattezzandola Wilhelmina Wolthuis. Cresce in un ambiente poco amorevole e ostile. A 10 anni mette per la prima volta le mani su un pianoforte…come rimedio al vizio di mangiarsi le unghie, modo con cui esprime il disagio. Ma il suo sogno non è quello di diventare una pianista, bensì dirigere un’orchestra. Si laurea nel 1923, ottenendo un secondo diploma all’Accademia Statale di Musica di Berlino come direttrice d’orchestra. Però detta così non rende minimamente il travaglio subìto da una donna di talento costretta a farsi strada in un mondo artistico prevenuto e maschilista. Contro l’ostruzionismo del suo ambiente, fonda nella sua Denver un’orchestra tutta al femminile. Per me l’orchestra è il più grande degli strumenti. Per un musicista significa quello che per un pittore è la tavolozza (parole sue). Antonia ha aperto una strada che sembrava totalmente preclusa alle donne. Oggi possiamo contare diverse direttrici d’orchestra, ma ce ne vorrebbero di più. Onore e gloria alle donne tenaci, capaci e coraggiose di tutti i tempi!

8 pensieri riguardo “Una fuoriclasse”

  1. Peccato non averlo visto!!! Da come la racconti deve essere stata una storia di rivincita di questa donna ,nonostante le avversità della vita.Ciao Ada!!! Buon pomeriggio

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  2. Ho visto il film dall’inizio alla fine, bellissimo.Il ruolo della donna è molto cambiato negli ultimi decenni e ancora con difficoltà stanno conquistando ruoli.professionali tipicamente maschili. Molte differenze sono ancora presenti nella musica classica.

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    1. Sono contenta che ti sia piaciuto…il ruolo delle donne volitive nonostante le batoste della vita è sempre incoraggiante, perché la strada dell’emancipazione è ancora in parte inesplorata. Loro sono le nostre ‘maestre’. Buon pomeriggio e grazie di condividere 👋

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  3. Certo, è un peccato che le donne usino spesso la loro intelligenza per copiare gli uomini. Le donne hanno caratteristiche e capacità diverse, dunque dovrebbero far valere le proprie specifiche capacità, dare un apporto di intelligenza, competenza e impegno tipicamente femminile.

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    1. Hai detto benissimo quello che credo anch’io: siamo diversi, ma ognuno può contribuire con la propria specificità all’armonia dell’insieme! Grazie dell’intervento e buone cose 👋

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