Di mattina ho la radio accesa, mentre sbrigo un minimo di faccende domestiche, pensando a quale argomento posso trattare nel post odierno: potrebbe essere la Pet economy di cui ho sentito qualcosa mentre facevo colazione coi miei amici gatti… ma poi sento l’intervista radiofonica a Paolo D’Achille, nuovo presidente dell’Accademia della Crusca e ho trovato pane per i miei denti, come si suol dire. Per chi non lo sapesse, lAccademia della Crusca è il più importante centro destinato allo studio e alla conservazione della lingua italiana. È nato nel 1582 a Firenze, con lo scopo di separare il ‘fior di farina’ cioè la buona lingua dalla crusca. L’ Accademia mantiene come insegna il ‘frullone’ (strumento che serviva a separare la farina dalla crusca) e come motto il petrarchesco ‘il più bel fiore ne coglie’, contrassegni esclusivi delle sue pubblicazioni. Dopo questo doveroso ripasso, mi concentro sul contenuto dell’intervista, destinato alla qualità della lingua italiana oggi, definita dal presidente ‘informale’. Non posso che essere d’accordo. Come lui sottolinea, si legge meno, si fa uso di simboli ed emoticon, si dà meno importanza al bel parlare, con gli effetti del caso. Abituati a fare tutto di fretta, tendiamo a sintetizzare anche nella comunicazione che di conseguenza ne risente in qualità. Segno dei tempi, che non sono proprio trasparenti. Beh, per quanto mi riguarda, quando scrivo sento la necessità di essere chiara, senza tuttavia banalizzare l’espressione. Quando capita, attingo più al latino e greco che all’inglese per ‘colorire’ il mio dire, persuasa che la ricchezza della nostra lingua potrebbe stupirci anche di più, se ce ne occupassimo. Mi risulta che l’italiano sia più apprezzato all’estero che in patria, e se mi sbaglio son contenta. Certo la tecnologia con una mano dà e con l’altra toglie, bisogna sapersi adattare ai cambiamenti. Anch’io uso il computer per scrivere, ma formulo i pensieri con la mia testa. Esprimersi, parlare è una facoltà che ci distingue dagli animali, e ogni persona è irripetibile. Come parla e scrive, è il suo biglietto da visita.

Lungi da me l’ intelligenza artificiale che ora scrive i discorsi anche ai politici.Ma dove andremmo😘😘😘 a finire?
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Noi restiamo coi piedi per terra, usiamo carta e penna…anzi matita! Ciao, buon caldo! ☀️
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L’italiano, il bel fiore.
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Parole tue come fiori rari! 🌺
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Se penso alle elementari, quando la maestra Ricaldone, mia seconda mamma, mi costringeva scrivere con la mano destra mentre il mio istinto era d’usare la sinistra; la lingua Italiana è stata un tormento.!!!
Veramente anche più grandicello è sempre stata un’ostacolo: comparativi e superlativi, modi e tempi verbali, Aggettivi pronomi avverbi, forma impersonale e forma passiva: mamma mia che casino, devo dire la verità è ancora così. Beata la matematica così semplice e concreta, quella si che ha i piedi per terra !!!
Poi mi chiedevo: ma a cosa serve visto che comunque genitori, e tutti non usavano tutte quelle regole, come le doppie: Ma che pazzia !!!
Adesso tu mi dici che l’accademia Della Crusca è quella che gestita da chi sa e si sente professore e non sa un cavolo !!!!
Coglie da esso (= ne, avverbio che traduce il complemento di moto da luogo) il fiore più bello Cioè: da un insieme di cose prende solo il meglio.
Io ci capisco poco, ma a cosa mi serve tutti questi preamboli che poi parlando non si pensa affatto a tutti quei movimenti di moto al luogo … Aiuto … Aiuto … Aiuto
Come puoi intitolare una sicurezza sull’italiano con il nome Accademia della Crusca, quando la crusca è lo scarto della farina che alla mia età mi obbligano di consumare in quanto il mio corpo ne trova giovamento e l’accademia lo trova da buttare è proprio un controsenso
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Un bel commento in controtendenza! Ma la grammatica non c’entra con il bel parlare, se mai disaffeziona gli alunni dalla bella espressione. Temo che la tua maestra Ricaldone fosse partita col piede sbagliato, in buona fede, imponendoti di usare la mano destra contro la tua volontà. In compenso ami la matematica “che ha i piedi per terra”!!! La mia collega di Matematica sarà contenta (non a caso, lei crede che tu sia un professore). Se hai voglia, cerca e ascolta il bellissimo brano La nostra lingua italiana, interpretato da Riccardo Cocciante che facevo sentire in classe. Poi ne riparliamo! Ciao, buona serata! 👍
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