“Che fantastica vita”

Il CORRIERE DELLA SERA di lunedì 12 giugno, a pag. 32 propone IL COLLOQUIO con Johnny Dorelli, pseudonimo di Giorgio Domenico Guidi, cantante e attore che ho molto apprezzato quand’era in piena attività. Nell’arco della sua carriera ha spaziato in vari campi dello spettacolo. Classe 1937 (nasce a Meda il 20 febbraio 1937) la sua ultima apparizione televisiva risale al 2018, nel programma di Fabio Fazio. L’articolo, frutto dell’intervista è di Walter Veltroni, che ho conosciuto come scrittore attraverso il romanzo “Ciao”. L’artista racconta la sua vita da quando sbarcò bambino in America, al seguito del padre tenore, e questo non è un particolare da poco. Infatti lì imparò la musica e cominciò a cantare, vincendo vari concorsi canori. Il cavallo di battaglia era “Maria Marì”, che il piccolo Johnny – che era milanese – cantava in napoletano e, nella parte finale, in americano. Il seguito è tutta una escalation, sul palco, alla radio e al cinema. “Ora, a ottantasei anni, mi riposo, guardo il mondo non ho nessun rimpianto” (parole sue). Interessante anche la vita privata di questo artista che ha avuto tre figli da tre donne diverse. Gli viene riconosciuta la gentilezza come caratteristica principale, virtù in via di estinzione dice l’autore dell’articolo, insieme con il senso dell’umorismo e l’autoironia. Beh, una bella vita e una luminosa carriera direi. Di lui cantante ho impresso il meraviglioso pezzo “L’immensità”, scritta da Don Backy che risento talvolta, mentre come attore lo ricordo grande interprete nella commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola”. Ha scritto la sua autobiografia, accattivante già dal titolo: “Che fantastica vita”, scritta con Pier Luigi Vercesi. Il motivo lo dichiara lui stesso: Ho sentito il desiderio di parlare. Di raccontare qualcosa. Però ho detto solo la verità, non ho inventato nulla. Alla fine mi sono pure divertito”. Praticamente un collega!

6 pensieri riguardo ““Che fantastica vita””

    1. Grazie di averlo ricordato: Nel blu dipinto di blu/Volare è un passaporto musicale mondiale. Ottimismo e autoironia due carte vincenti per il benessere psicologico. Grazie e buon pomeriggio! 🌻

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  1. Interessante la vita di Dorelli ,non sapevo fosse pure lui un emigrante .Anche a me la sua voce mi ha sempre affascinato e ora so il perché. Perché avendo il papà tenore naturalmente pure lui studiò musica.👍👍👍

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    1. Neanche io sapevo il dietro le quinte della performance canora di Dorelli. Mi attrae inoltre la sua autobiografia che forse mi procuro. Apprezzo anche il suo starsene appartato, centellinando il frutto dei suoi successi umani e professionali. Un buon esempio di saggezza! Ciao! 🫶

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  2. Io ho ,diciamo, perso molto di quello che trasmettevano alla TV negli anni 80 sino al 93/94; la mia vita era all’estero, poco in Italia ed impegnata nel bene e nel male in quello che il momento seguiva le mie decisioni, non mi posso lamentare, non mi sono certo annoiato anzi è stata molto attiva.
    Il cantante, pianista, showman, attore, compositore, cantautore, cioè Johnny Dorelli me lo ricordo ma non bene, le sue capacità da quello che dici sono state avvantaggiate dai genitori, di fortuna e di sfortuna, di buona e cattiva sorte sono tutte cose che accadono in base alla sorte !!!
    A te ti vedrei come Tina Anselmi se la sorte ti avesse indirizzata verso la politica !!! Ieri è morto un altro famoso personaggio Silvio Berlusconi anche Lui nel bene e nel male ha avuto una grande celebrità, me lo ricordo meglio perchè agli inizi degli anni 90 ero in Italia e mi sono inventato di fare l’allevatore per poter crescere i miei figli piccolini rimanendo a casa.
    Partendo da zero ha messo insieme 56mila persone, adesso anche di più, ha dato una svolta epocale alla nostra Italia, sempre nel bene e nel male.
    Nato con il cemento, costruito Milano2 e non solo, dove ho lavorato sempre per conto mio e costruito la televisione privata e molto altro come i grandi sceneggiati americani costume della nostra società che viviamo ancora adesso. In più l’inventore di un partito durato 30 anni dopo tangentopoli mai successo in Italia. Adesso ho sentito che criticano i funerali di stato, non capisco il motivo, conosciamo tutta la sua vita un funerale di stato è sempre per un presidente del consiglio, che ha cambiata la storia del nostro paese anche se a me non è mai piaciuto se non quando ha iniziato mi sembra nel 1994. Alla fine una grande icona del nostro paese.

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    1. Beh, hai ‘oscurato’ Dorelli – non conoscendolo – a favore di Berlusconi, grande imprenditore che non ha bisogno di un post per essere celebrato. Umanamente mi ha sempre trasmesso avversione, pur riconoscendone le doti. Ah, mi ha fatto sorridere l’accostamento ipotetico tra me e la grande Tina Anselmi: solo il pensiero mi lusinga!
      Eredità, sorte e ingegno: un bel mix, un cocktail di elementi da assumere con sapienza! Ciao pensatore, buon pomeriggio! 👋

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