Educare non è allevare

Giorno di mercato locale… e di pulizia giardino, visto che la mattina è soleggiata ma il pomeriggio potrebbe piovere. Mentre Reginaldo taglia l’erba, io lego i pomodori che stanno crescendo. Mi piace sentire l’odore rilasciato dalle foglie mentre le tocco. Le due piantine di zucca hanno cacciato il primo fiore arancione. Occuparmi dello scoperto sta diventando un’abitudine quindicinale piacevole. Tra un po’ potrei smettere di andare al mercato, dove peraltro frequento due-tre bancarelle: fiori, sementi, frutta/verdura. Alle dieci il mio aiutante se ne va e io faccio una capatina in piazza. Il bar Mirò di Gabriella è frequentato più fuori che dentro, data la bella giornata. Solita consumazione ‘mezza dentro e mezza fuori’ nel senso che la vetrata d’ingresso è aperta. Mi arrampico sullo sgabello e leggo IL GAZZETTINO di Treviso, dove mi attrae l’argomento anticipato in prima pagina, taglio medio-basso (se ricordo bene): Bullismi social, il provveditore alle famiglie: “Educate i figli”, argomento trattato all’interno a pag. VII con la foto del dirigente scolastico provinciale Barbara Sardella ed il suo punto di vista al riguardo che sintetizzo con le sue stesse parole: “c’è una generazione di genitori immaturi…pur cresciuta bene a livello educativo”. Oibò, un colpo all’incudine e un colpo al martello. A parte il riferimento a episodi incresciosi accaduti alla Scuola Media Serena, come genitore mi sento chiamato in causa. Però mio figlio è adulto, tra due mesi giusti compirà 35 anni. Sono alquanto sollevata che non sia adolescente e che si stia costruendo una vita autonoma. Non so cosa pensi di me come genitore, mi sono interrogata spesso, riconoscendo che il ruolo è duro e assorbente, oltre l’immaginabile. Da madre single ho dovuto arrangiarmi, cercando gli aiuti giusti, senza mai delegare. Praticamente mi sono comportata come una delle piante autoctone che hanno preso possesso del mio giardino, sfornando frutti acerbi e gratuiti.

8 pensieri riguardo “Educare non è allevare”

      1. I ragazzi di oggi crescono con ibgenitori al lavoro. Non c’è più mamma RAI. I social educano i rsgazzi. I risultati … non dico altro.

        Piace a 1 persona

      2. Penso alla canzone di Renato Zero “Viva la Rai” e mi prende quasi la nostalgia di un passato a medio termine che sembra lontanissimo, paragonato con le complessità attuali. Bisogna educare ai social piccoli e grandi, sapendo che nessun programma può sostituire l’esempio in carne e ossa. Oggi tutto è a portata di mano, eccezion fatta per la fatica e l’abnegazione. Il buono c’è, da scovare con il lanternino!

        "Mi piace"

  1. Non si può paragonare la differenza e le necessità tra i genitori degli anni 70/80/90 quando anch’io ero genitore e adesso, la differenza è inabbordabile, inaccostabile !!! Ieri sera con nipoti e figli ci siamo gustati una pizza sotto casa “(Pizzeria Giardino a Lancenigo, approfittatene)” I miei nipoti oggi non sono come i miei figli ieri !!!
    Le necessità della madre e del padre sono diversi addirittura bisognerebbe modificarli non solo Genitori ma aggiungere a madre e padre psicologi, psicoterapeuti e psichiatri e forse non è sufficiente direi anche avvocatessa e avvocato il che per un genitore è impossibile !!!
    Addirittura vedo che i padri sono completamente cambiati senza riuscire a darsi una immagine di riferimento mentre le madri oltre alla maternità di mamme diventano le avvocatesse cosa che hanno sempre fatta ma questa volta dirompendo la mente dei figli sostituendosi alle professoresse con i danni che conosciamo.
    Da ragazzo i miei genitori non si occupavano assolutamente a me se non per nutrirmi, per loro solo i bisogni essenziali erano importanti; oggi cercano di immedesimarsi addirittura assomigliare al figlio perché è chiaro cercano di fare luce sulle loro vite attingendo dai figli che in generale la sanno più lunga, anche se è errata !!!
    Pertanto non puoi immaginare di quando eri madre con gli attuali; definiti responsabili, della crescita dei figli !!!

    Piace a 1 persona

    1. Tempi duri per tutti, genitori e figli compresi! Può essere che le madri di oggi siano invasive e i padri poco significativi, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio! Concordo sulla necessità di affiancarli da specialisti nelle varie branche, contando sulla disponibilità a mettersi in discussione, perché nessuno è perfetto. Infine non mi preoccuperei sulla denatalità: un mancato genitore imperfetto fa meno danni di un presuntuoso genitore invasivo. Ciao e buon pomeriggio! 👍

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a Giancarlo Cancella risposta