La ‘ragazza’ volante

Con piacere vedo riproposta su Rai 3 il sabato sera la trasmissione Le Ragazze che avevo apprezzato in una precedente edizione. Protagoniste donne adulte e oltre che si raccontano, prelevando fotografie da una scatola dei ricordi. Talvolta dei video accompagnano il racconto che non è mai mediato da altra persona. Francesca Fialdini, la garbata conduttrice si limita a sintetizzare i momenti della storia. La prima ‘ragazza’ che si racconta in questa nuova edizione è addirittura centenaria: Annita ‘Yvonne’ Girardello, classe 1923 (ha compiuto gli anni il 29 aprile scorso), veneziana, la prima hostess d’Italia. Con verve la signora racconta di quando fu assunta, dopo una prova di volo – unica donna a bordo – per servire i passeggeri, ai quali offriva acqua di melissa come calmante. Indubbiamente coraggiosa, preferisce volare piuttosto che fare la sarta come la madre, la quale tuttavia le cuce la prima divisa azzurra di volo. Ama lo sport, la poesia, il disegno e non i legami familiari, perciò rifiuta il matrimonio ma ha una lunga convivenza felice. Stupefacente la risposta che dà a chi le chiede come sia arrivata a spegnere 100 candeline: “Sono arrivata a 100 anni vivendo”, ovverosia amando la vita in tutte le sue sfaccettature, come lei stessa precisa nel seguito del servizio. Mi verrebbe da abbracciarla, una donna di tanto talento e tanta vitalità, una paladina del volo…ma anche del percorso terreno, affrontato con lo spirito della tigre. Quella del detto orientale “Cavalcare la tigre”, nell’accezione di controllare le situazioni pericolose che la vita destina a tutti. Lunga vita a tutte le ‘ragazze’ coraggiose, di ieri e di oggi!

4 pensieri riguardo “La ‘ragazza’ volante”

  1. E’ vero, per le ragazze di eri c’era bisogno di molto coraggio, ma quelle di oggi, nonostante l’evoluzione che le pone al pari dei ragazzi non diminuiscono le difficoltà, come tra l’altro anche ai maschi dovute al grande cambiamento che si sta imponendo nella vita di tutti i giorni.
    Sin dai tempi più antichi le donne affiancavano gli uomini e si dedicavano esclusivamente alla famiglia, accudivano i figli e badavano alla casa. Nell’Antica Grecia, alle donne era proibito partecipare a eventi sportivi e candidarsi alle cariche pubbliche. In Italia non avevano diritto di voto e non potevano esercitare la loro volontà, anche in Sicilia, che abbiamo visitata ho notato che le ragazze escono di sera sino a tardi, mai da sole ma escono ! Col tempo la condizione della donna è migliorata. Dopo la Rivoluzione Francese, Napoleone ampliò la sfera dei diritti delle donne. Tuttavia, La donna, anche se sposata, continuò a restare per molti aspetti sotto la tutela maschile, perché non poteva intraprendere azioni giudiziarie senza l’autorizzazione del marito e non poteva donare, vendere, acquistare beni senza l’assenso del coniuge. Attualmente le ragazze non sono coscienti del passato, ogni donna dovrebbe ritenersi fortunata nel vivere in un’epoca e in un paese, dove questo problema è in parte superato. Non dobbiamo dimenticare le donne meno fortunate, mi viene in mente la ragazzina che è stata uccisa per ordine di genitori di origine Pachistana e la rivoluzione che è in atto nell’Iran ma che purtroppo non ne parlano più.
    Mi dispiace molto per e donne e mi sento colpevole come Uomo anche se personalmente le ho sempre ritenute capaci

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    1. Hai fornito una bella carrellata di ripasso della condizione femminile, che non fa mai male. Giusto ricordare le donne vittime di abusi, dentro e fuori la famiglia. Mi compiaccio con te che stimi e rispetti le donne! Buona continuazione e sereno pomeriggio! 🌝

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  2. Ada, ho trovato interessante pure la testimonianza di quella signora che ha lavorato come segretaria di uomini politici,in primis Aldo Moro e Giovanni Leone Chissà quanti aneddoti potrebbe raccontare sulla vita pubblica di questi uomini ….Un bel programma comunque!!!👋👋🌺🌺

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