Addio ad Ada d’Adamo

Mi colpisce molto la morte delle scrittrice Ada d’Adamo, nata a Ortona (Abruzzo) nel 1967, candidata al Premio Strega 2023 con il libro “Come d’aria”, edito da Elliot. Intanto per il nome identico al mio, ma anche per il cognome che include l’Adamo biblico…ma questi sono dettagli marginali. La scrittrice 56enne, malata di tumore da alcuni anni, era al suo esordio editoriale. Questo suo primo (e ultimo) romanzo prende ispirazione proprio dalle sue vicende personali: la scoperta della malattia e il rapporto con la figlia Daria, disabile dalla nascita. Il libro è tra i dodici finalisti del Premio Strega 2023. Continuerà a restare in gara ed essere selezionato fra i libri finalisti che possono essere cinque o sei, e quindi concorre anche per la vittoria. Elena Stancarelli lo ha presentato con le seguenti parole: “Come d’aria è un libro che fruga dentro il cuore del lettore. Serviva la lingua esatta e implacabile di questa scrittrice per riuscire a sostenere un sentimento tanto feroce”. Comunque vada o andrà, credo che sia stato terapeutico per chi l’ha scritto: scrivere comporta guardarsi dentro e aiuta ad alleggerire situazioni pesanti. Mi spiace molto per questa giovane donna, costretta a convivere con una pesante malattia e con una maternità estremamente impegnativa. In una lettera scritta a Corrado Augias su Repubblica riguardo il tema dell’aborto si era così espressa: “Anche se mi ha stravolto la vita, io adoro la mia meravigliosa figlia imperfetta”. Per dire come dalle situazioni più complesse e pesanti possa scaturire un amore tenace, anzi indistruttibile perché alimentato e cresciuto nelle difficoltà. Una testimonianza al femminile toccante che merita un abbraccio cosmico.

4 pensieri riguardo “Addio ad Ada d’Adamo”

  1. Conosco bene questo tipo di dramma .Pure la mamma che conosco io
    nonostante le difficoltà continua ad assistere la figlia con amore e dedizione e guai a toccargliela.Grazie Ada x questo post …..e una preghiera x questa mamma coraggio.🙏💖🙏💖💐

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  2. Probabilmente ho già detta la mia ammirazione per le donne, anche se purtroppo non siete tutte uguali, come d’altronde noi uomini :
    Le donne furono incoraggiate a parlare apertamente delle proprie esperienze, a sfidare i ruoli di genere preesistenti, mi viene sempre in mente mia madre che ha dovuto sposarsi alle ore 05:00 del mattino fuori della chiesa: e a lottare per l’uguaglianza in una famiglia molto numerosa di sconosciuti, mentre mio padre è stato mandato per 05 anni a lavorare in Val Martello a costruire una diga. Mio fratello ha sei anni meno di me !!!
    Pertanto la forza e il coraggio senza togliere l’onestà usata da mio padre sapendo quello che sapeva devo dire che un libro non è sufficiente !!!
    Questa forza incoraggiava anche le donne a essere indipendenti e ad affrontare i problemi della vita con determinazione. Le donne furono incoraggiate a diventare leader nel loro campo, a creare imprese, a fare carriera e a prendere decisioni importanti.
    L’era dei Novanta è stata una grande fonte di ispirazione per le donne di oggi, soprattutto perché ha dimostrato che le donne sono forti, capaci e in grado di realizzare grandi cose.
    Ieri sera su rai3 parlavano della ricerca sui tumori e bisogna dire che è impressionante cosa sono riusciti a scoprire
    La ricerca del tumore attraverso il DNA può essere fatta in diversi modi. Uno di questi è la tecnica del sequenziamento del genoma, che permette di analizzare il DNA di una cellula per identificare le mutazioni cancerogene.
    Tra l’altro era una Dottoressa da Torino, non ricordo il nome a è a capo di un gruppo di ricerca presso un istituto
    Un altro metodo è quello della biopsia del tumore, ancora più straordinario, in cui un tessuto tumorale viene prelevato dal paziente e poi analizzato al microscopio per identificare le caratteristiche cellulari che possono indicare la presenza di un tumore.
    Questa è poi straordinaria che sarà pronta si spera presto, almeno pochi anni, una terza tecnica di ricerca è l’imaging molecolare, una tecnica che permette di visualizzare le molecole all’interno delle cellule, incluso il DNA, e quindi di individuare eventuali mutazioni cancerogene.

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    1. A proposito di donne, giusto prima su Rai 3 hanno ricordato Tina Anselmi e il film che andrà in onda dopodomani mercoledì…una grande donna nostrana, prima ministra della sanità. Ma grande anche mia nonna materna Adelaide che aveva un occhio di riguardo negato a mia madre. E tante donne giganti nella sopportazione e nella sostituzione degli uomini in guerra o all’estero. Se ce ne fossero di più nei punti chiave, le cose andrebbero meglio, non solo da noi in Italia. Teniamoci buone quelle che abbiamo nei vari campi, sperando che altre talentuose si aggiungano. Grazie per il riguardo che ci riservi, anche se è vero che non siamo tutte uguali. Ma va bene così, se no sai che noia! Ciao, buona serata! 👍

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