Una ragazzina coraggiosa

“Storia di ordinaria follia nella Russia di Putin”, parole di Giovanna Botteri riguardo il caso del disegno pacifista di Masha Moskaliova e conseguente arresto del padre, russo, considerato pericoloso. Ne sento parlare per i notiziari tivù e viene riproposto sabato sera durante la trasmissione Le Parole condotta da Massimo Gramellini su Rai 3. Aleksej Moskaliov, cittadino russo era fuggito dalla madrepatria perché condannato a due anni di carcere, con l’accusa di aver screditato la Russia: aveva pubblicato sui social il disegno della figlia adolescente contro la guerra in Ucraina. È stato arrestato a Minsk, in Bielorussia mentre la figlia 12enne, denunciata nella sua scuola è stata portata in un centro di ‘riabilitazione’. In una lettera che scrive al padre in carcere, lo incoraggia dicendo: “Siamo una squadra. Tu sei il migliore. Sei il mio eroe”. Come ha sottolineato la giornalista, è commovente il legame padre-figlia, uniti dall’amore di patria. Se corrisponde al vero ciò che leggo sul web, la ragazzina è stata allevata dal padre, dopo che la madre l’aveva abbandonata all’età di tre anni. Una somma di privazioni che non hanno tolto a Masha la forza di sostenere il padre incarcerato per aver criticato l’offensiva contro l’Ucraina. Trovo molto appropriate le parole di Giovanna Botteri riportate in testa al post. Tra tanti disastrosi effetti collaterali della guerra russo-ucraina in corso, è una consolazione prendere atto che emergano sentimenti radicati e che le giovani generazioni sostengano quelle adulte. Non so che futuro attenda la coraggiosa ragazzina. Il clamore mediatico attorno al suo caso potrà toglierle qualche spina dal fianco. Glielo auguro di cuore.

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