Antivigilia di Natale

Stamattina cambio bar, pur restando in paese. Voglio osservare il presepe artigianale allestito vicino al bar Al Portego, dove tra i quotidiani c’è anche Il Corriere. Di strada entro in cartoleria e compero la Repubblica. Una breve sosta davanti alla natività dipinta su legno, un prodotto essenziale senza effetti speciali, per favorire il raccoglimento. Mentre sto per varcare l’ingresso del bar, noto dei singolari alberelli appesi alla sbarra cui si appoggia la tenda d’estate: sono costituiti da tappi di sughero connessi circolarmente, fino a creare un originale albero di Natale. Bella idea che ricicla il materiale disponibile nel locale, praticamente a costo zero. Il significato del decoro arriva chiaro, l’allestimento è originale. Una prova che basta poco per comunicare un concetto, se c’è lo spirito dietro. Mi accomodo in disparte, come d’abitudine in cerca di notizie da privilegiare. Mi soffermo su quella che mi sembra più in relazione con il presepe artigianale allestito a pochi passi: sette giovani afgani – solo due maggiorenni – sono stati scoperti in un camion che trasporta mangime nello stabilimento Maia di Pieve di Soligo. A dare l’allarme il conducente del camion, uno straniero accortosi dei sigilli rotti nel rimorchio. Quindi ‘carico umano’, giunto furtivamente e miracolosamente a destinazione in Italia, dopo aver superato la rotta balcanica. Identificati e rifocillati, i sette migranti sono stati poi trasferiti in adeguate strutture a Vittorio Veneto. Una storia quasi finita bene, simile ad altre purtroppo con esito drammatico. Posso solo immaginare le sofferenze dei sette afgani in cerca di salvezza, un po’ come i pastori nei pressi della grotta. Mi auguro che il futuro riservi loro sostegno, oltre all’accoglienza che è il primo passo verso un percorso tortuoso alla ricerca della stabilità e magari del benessere. Suppongo che anche i 17 milioni di italiani in movimento sulle strade in questi giorni stiano cercando qualcosa di simile.

4 pensieri riguardo “Antivigilia di Natale”

  1. Storie di uomini disperati che cercano un futuro migliore ………in questi giorni di festa il pensiero va’ anche a loro perché trovino un po’ di calore umano in tutto questo correre alla ricerca dei regali. !!!! Buon Natale anche agli ultimi e alle persone in difficoltà!!!🎅🎅🎅💖💖💖

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  2. Mi ha fatto molto piacere sapere che alcuni operai della Maia, che stavano osservando un momento di pausa, si sono prodigati a rifocillare i giovani signori afgani con bevande calde e brioches, saputo direttamente da chi lo ha fatto. Inoltre tra i decani dell’Azienda c’è pure un allenatore di atletica leggera, il quale ha dato disponibilità, quando saranno completate le pratiche sanitarie, di accoglienza, ecc., ad avvicinare questi giovani per tentare anche una inclusione sportiva che solitamente fa sempre presa.
    Scusa Ada, i 17 milioni di italiani in viaggio in questi giorni stanno cercando stabilità e benessere? Forse non mi è giunto il periodo completo.

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    1. Forte la tua chiusura…la mia è ironica, ma auguro a chi ha mezzi di godere le festività per arricchirsi anche dentro. Non sono gelosa di chi ha denaro e può goderselo. Ovvio che ammiro chi lo usa per fare opere di bene, come l’allenatore di cui scrivi. Complimenti a te che ti circondi di brave persone. Io non mi lamento, ma se fiuto povertà morale giro i tacchi. Buon resto di giornata a te, grazie dell’intervento equilibrato e sempre in tema! Ciao! 👋🌲🤍

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