Relazioni generative

Perdersi tra le luci di una ritrovata felicità: lo dice una persona intervistata che percorre le vie addobbate in clima natalizio. Colgo la felice battuta durante il telegiornale della sera di canale5. È cominciata la corsa ai regali e anche le emittenti televisive si adeguano. Sarò sincera: mi disturba l’obiettivo commerciale di tanto luccichio, anche se riconosco che l’economia deve girare. Piuttosto mi attrae la parola felicità ed anche l’aggettivo ritrovata in cui ravviso più una speranza che una certezza. Personalmente mi muovo coi piedi di piombo, nel senso che valuto bene come e dove muovermi. Mai stata festaiola, ma piuttosto riservata e selettiva negli acquisti e nelle amicizie. Non ho memoria di cenoni o abbuffate, forsanche perché i parenti stavano distante e in famiglia non c’era l’abitudine di avere ospiti. Del resto mia madre aveva il suo bel daffare ad accogliere le cicogne che visitavano a tutte le ore le sue partorienti e io ho ereditato la sua disaffezione ai fornelli. Tuttavia non sono così incapace, so fare quanto basta…ma non mi piace stare in cucina, preferisco uscire a pranzo – di rado a cena – in due o tre è perfetto. Anche in quattro/cinque…ma oltre è difficile conversare. Lo scorso ottobre mi sono ritrovata con una quindicina di ex compagni di liceo: piacevole, nostalgico, frizzante…ma non idoneo per uno scambio di autentiche confidenze. Di recente ho pranzato con Lucia e Adriana in un locale vicino. Poi ci siamo fatte scattare una foto davanti all’albero addobbato e l’ho girata ad un caro collega ritornato in Sardegna, dopo l’esperienza didattica nella scuola media di Castelcucco. La soddisfazione quando mi ha risposto – lui è un vero signore – mi ha restituito una “ritrovata felicità”. Esperienza provata anche con un’altra collega: vive ed insegna a Treviso, ma ha lasciato il cuore – almeno un pezzetto – in Pedemontana. Un’altra fonte di benessere mi viene dagli incontri culturali, declinati in qualsiasi forma artistica. L’ultimo recentissimo è coinciso con l’inaugurazione della mostra di pittura di Renato Zanini, mentre un mese fa è stato presentato il volume Francesco Sartor l’uomo e l’artista a cura del Gruppo di Ricerca Storica di Cavaso del Tomba, nel cui ambito conto più di un amico. Le relazioni generate dalla frequentazione amicale e dalla cultura sono una garanzia di benessere che si può trasformare in felicità.

4 pensieri riguardo “Relazioni generative”

  1. A volte basta poco per essere ” felici” virgolettato perché felici è una parola importante secondo me.Si può essere : sereni ,contenti anche con poco. Coltivando l’ arte in tutte le sue declinazioni,frequentando le persone a me care e qualche amicizia magari condividendo le stesse passioni come con la mia amica Ada.Domani ad esempio ,ho il pranzo di famiglia che dopo la scomparsa dei nostri genitori è un motivo per ritrovarci tutti assieme ,per scambiarci gli auguri in modo conviviale.Buon pomeriggio lettori vicini e lontani.👋👋👋👋

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    1. Lucia, tu testimoni quello che ammiro in famiglie allargate e riuscite. Un omaggio ai tuoi genitori e grazie di essermi amica. Buon pranzo di famiglia domani e sereno pomeriggio oggi. Dopo faccio una capatina in Centro sociale e alle 18 aspetto Manuel.😀👍🌺

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