Catastrofe

“Dalla sera alla mattina ti trovi senza più nulla”, dice una superstite della frana a Casamicciola (Na), nell’isola d’Ischia. Finora 8 vittime, 5 dispersi, 230 sfollati. Una gestione del territorio fallimentare, abuso edilizio, condoni sono concause della catastrofe annunciata. Il dissesto idro-geologico è noto, la cultura della prevenzione pressoché inesistente. “Le persone devono capire che in alcune zone non si può costruire”, è il monito del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Stato di emergenza chiesto e prontamente accordato. Ma dopo? Leggo che gli ischitani sono ‘rassegnati’ e ‘condannati’ al fatalismo. Forse gli adulti, gli anziani…non certo il neonato di una ventina di giorni, sotterrato dal fango insieme ai suoi giovani genitori. Concordo che ora è il tempo del dolore e non delle polemiche, ma ascoltare i cenni dell’evento no? Per non parlare della precedente frana del 2018 che non ha prodotto gli interventi necessari. Ancora una volta la parola Prevenzione è stata disattesa, e l’emergenza ha costi umani e sociali molto più vasti. Spesso ho considerato ‘fortunate’ le persone che vivono in posti da sogno, col mare a distendere i nervi e il sole in fronte. Non amo il freddo e le montagne mi incutono soggezione. Sono veneta per caso. Di spirito credo che starei bene in un’isola, specie da quando ho scoperto – grazie Lara – che Ada, così com’è scritto, in turco significa isola. Col senno di poi, ci andrei solo in vacanza, oppure di passaggio. Per me successe da liceale, durante la gita scolastica a Napoli e Pompei, del 1971 se non erro (qualche mio ex compagno del Brocchi potrà confermare o aggiustare). Rimasi talmente sbalordita dalla bellezza dei luoghi…da suggerirli come viaggio di nozze a mia sorella maggiore. Da allora il paesaggio si è molto complicato, persone comprese.

10 pensieri riguardo “Catastrofe”

  1. L’ uomo non imparerà mai dai propri errori.
    Perché costruire in quei posti ,dove non si dovrebbe costruire? Quante altre tragedie dobbiamo aspettarci ancora?Che tristezza però di fronte a queste povere vittime…….!!!!.🙏🙏🙏🙏🙏

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  2. Cultura del territorio e prevenzione,mi viene da dire, zero! Di che altro ancora devono apprendere a scuola i piccoli?
    Spostiamo sempre le responsabilità altrove.Che amarezza.

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  3. Quasi tutto il territorio italiano ha problemi. Il problema.è propro non avcetare che la natura la le sue leggi. Non è lei che si deve adattare a noi.ma noi a lei. Non ci somo alternative: il territorio va studiato e poi si fanno scelte. Ischia è un vulcano attivo. Il suolo è di sabbia nera fertilissima ma con le piogge che cominciano sempre di più ad essere violente queste frane sono destinate a ripetersi. Il pronlema laggiù non è solo l’abusivismo ma capire se c’è qualche posto dove poter costruire. E questi problemi non ci sono solo in questa isola…

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    1. La tua chiara disamina mi auguro sarà presa in considerazione da chi di dovere e potrà convincere gli ischitani renitenti a spostarsi – e non solo loro – e trasferirsi in altro luogo più sicuro. Anche se immagino cosa possa provare chi risiede là da una vita. Sono desolata e impotente. Le mie parole sono di cordoglio per le vittime e di pietosa solidarietà per gli sfollati. Perdere la casa è meno grave che perdere la vita…ma è comunque una perdita immensa, anche per il significato simbolico che ha. Grazie dell’intervento, buona serata! 👍

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  4. Anni fa sono stato a Ischia per un trekking di una settimana. Eravamo alloggiati in un albergo di Casamicciola, a conduzione familiare. Penso ora con apprensione al sito in cui si trovava l’albergo, su un pendio privo di alberi e affollato di costruzioni. Era facile chiacchierare col signor Silvestri, il proprietario, un vero napoletano cordiale ed esuberante. Era un po’ preoccupato per l’avvenire, in apprensione, come tutti i papà, per i suoi figli e per il lavoro in albergo, costruito a poco a poco con gli inevitabili sacrifici. Aveva voluto regalarmi un libro che avevo trovato nel soggiorno e che stavo leggendo, “Totò story – una bio-bibliografia del maggiore attore comico italiano”, scrivendo anche una dedica, il 24 maggio 2008.
    Che ne sarà del signor Silvestri e della sua famiglia? Saranno sopravvissuti a ben due catastrofi ambientali? Sono inaccettabili le notizie di vite improvvisamente spazzate via per l’ ignobile comportamento di chi avrebbe dovuto vigilare ed operare con serietà e competenza.
    Notiziario dal pianeta Terra dove si è affermato il più alto prodotto dell’evoluzione, Homo sapiens.

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    1. Toccante testimonianza, mi auguro che il signor Silvestri, così bene descritto e affettuosamente ricordato sia ancora tra noi, e magari possiate mettervi in contatto! Grazie di essere tornato a commentare sul blog, la tua penna è gradita e sicuramente apprezzata. Buon tutto, ciao! 🍀

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