Biblioteca, luogo dell’anima

Lunedì dopo pranzo (ieri), in coda al telegiornale su Rai 2, la rubrica Costume e Società manda in onda un servizio sulle biblioteche, che a mio dire è un cameo: non solo perché presenta il meglio di molti Paesi in questo settore, ma perché conclude la carrellata su questi preziosi luoghi del sapere, dicendo che la Biblioteca Marciana di Venezia è la più bella al mondo. Sarà mia cura andare a visitarla almeno in video. Una persona intervistata, amante della cultura si figura il paradiso come una biblioteca, che è un gran bel paragone. Io ci aggiungerei ampi spazi ombreggiati e fioriti, dove sostare, magari conversando con persone vicine al mio cuore e alla mia mente. Comunque ho apprezzato l’atmosfera accogliente della biblioteca da quando ho cominciato a frequentarla non per motivi di studio, ma per il piacere di sentirmi sostenuta nell’introspezione e poi esposizione dei miei pensieri. Sono nati così i miei primi racconti, qualche poesia, poi i primi romanzi, nella splendida cornice del chiostro del Museo di Bassano del Grappa. Poi la sede è stata spostata e si è vestita di un abito più moderno, ma io rimpiango quella originaria, forse perché legata ad una mia predisposizione particolare. Anche la biblioteca del mio paese è accogliente, con la lunga scala in legno e i finestroni che guardano sulla piazza, con le postazioni dove mi sono esercitata al computer. Adesso ho a disposizione una discreta biblioteca a casa mia, niente di eccezionale ma parecchio a portata di mano. Quello che non ho, lo cerco in internet. Non sarebbe male che le biblioteche diventassero mete di visite da parte di studenti di tutte le fasce d’età – cosa che in parte avviene – e luoghi privilegiati per gli incontri con l’autore, ma anche per corsi di recitazione nonché iniziative volte a favorire la lettura e il bel parlato. Dopo due anni di pandemia, è tempo di tornare a nutrirsi di cultura, ovunque si trovi.

4 pensieri riguardo “Biblioteca, luogo dell’anima”

  1. Ciao Ada, per fortuna, ciò che auspichi nell’ultima parte del post, dalle mie parti, e per parti intendo una larga zona di sinistra Piave, avviene regolarmente. Mi riferisco alle biblioteche di V. Veneto, Conegliano, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, tutto il Feletto.
    L’importante è non essere pigri, parlo per me, e partecipare.
    Non è così dalle tue parti?

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    1. Complimenti ai Comuni citati! Dalle mie parti la partecipazione è un po’ sottotono, forse perché chi può si sposta nei centri più grossi, tipo Montebelluna, Castelfranco e Bassano che ho frequentato per averci fatto il Liceo. Temo che ci sia una delega al volontariato, che non garantisce continuità, suppongo per ragioni economiche, mentre vedrei vivacizzarsi il settore con presenze giovani e motivate. Il ricambio generazionale è d’obbligo, ma anche stabilizzare chi subentra nel ruolo. Lo scorso marzo ho sperimentato di persona che le cose funzionano bene a Vittorio Veneto, da cui è venuto qualche suggerimento… perché non si finisce mai di imparare! Ciao cara, buon pomeriggio e grazie per la testimonianza 👋🌻

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