Tragedia evitata… per un capello!

Come di consueto, il sabato mattina vado dalla parrucchiera che si prende cura della mia chioma. Credo di essere la cliente in età non più evergreen con i capelli lunghi, raccolti però sulla nuca come si conviene a una signora della mia età ed anche perché così più facili da “gestire”. Da ragazza li tenevo sciolti sulle spalle, il che mi dava un senso di libertà, che provo tuttora quando in privato li libero dall’elastico. Mi piacciono le onde, come ben sa Lara, mentre rifuggo dai ricci. Il tema può sembrare frivolo, ma stamattina è legato al drammatico caso di cronaca, capitato pochi giorni fa ad una operaia 34enne, in un calzaturificio di Casella d’Asolo: impigliata per i capelli nel rullo di un macchinario che le ha strappato il cuoio capelluto, è tuttora ricoverata in gravi condizioni ma non in pericolo di vita. Poteva essere un altro caso di morte sul lavoro, come troppi se ne sentono, fortunatamente scongiurato per il pronto intervento dei colleghi, accorsi alle urla. Sono in corso gli accertamenti del caso. Non sono in grado di esprimere giudizi. Mi conforta che la tragedia sia stata evitata. Penso che i capelli, dotazione di una persona, di solito usati per abbellire la propria immagine, nel caso odierno hanno procurato alla malcapitata dolore e un danno esteticamente rilevante. Anche se “A tutto c’è rimedio, fuorché all’osso del collo”.

8 pensieri riguardo “Tragedia evitata… per un capello!”

  1. Hai detto bene Ada, meglio non esprimere giudizi; ambito molto delicato quello della sicurezza sul lavoro. Ne ho avuto a che fare durante gli anni lavorativi e, per la mia funzione, venivo tacciata di eccessiva scrupolosità. Poi non si deve dimenticare che gli accadimenti sono a volte imprevedibili e spesso si verificano in frazioni di secondo.
    In ogni caso, non oso immaginare il dolore che ha provato la signora, le auguro una buona guarigione.

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    1. Grazie, Martina per la tua testimonianza. Concordo che l’argomento è delicato, intuisco che tu fossi dalla parte giusta, la prudenza non è mai troppa! È una fortuna godersi la pensione serenamente, perché la fatalità è sempre dietro l’angolo… incrociamo le dita!
      Se domattina vai a camminare, ci sentiamo nel pomeriggio. Buon tutto, ciao!

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  2. Concordo con Martina,il tema della sicurezza sul lavoro è argomento scottante in questo periodo.Troppi morti sul lavoro ,troppi purtroppo !!!!!! Anche io molti anni fa’ quando lavoravo in fabbrica ,negli anni ‘ 80 ,ho assistito ad un incidente sul posto di lavoro : non mi scorderò mai le urla di quella ragazza a cui la sega aveva tranciato il dito !!!! E poi vedere il dito tagliato appoggiato ad un pezzo di legno .Allora lavoravo in una ditta di pavimenti in legno ed elementi per mobili……che brutto ricordo !!!!!!

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    1. Angosciante, Lucia ricordare episodi tanto amari! Comunque serve a comprendere l’importanza dei controlli e quanto l’attenzione non debba mai calare. Sento spesso dire “dopo venti o trent’anni d’esperienza in ambito lavorativo” e succede il dramma, imputabile a sottovalutazione del rischio, che non va mai in ferie, nemmeno durante i festeggiamenti e le sagre. Ricordi l’alunna sul carro di carnevale colpita dal petardo col disastro che seguì? Nonostante vari interventi, il suo volto è rimasto deturpato, e temo anche il suo animo. Ma spero di sbagliarmi..

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  3. Glielo auguro, ma mi stupirei se non avesse lasciato una cicatrice “dentro”: ho notato che evita gli sguardi, perfino di salutare… spero sia una mia impressione. Ciao Lucia, godi del sole ci sentiamo

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  4. A vedere certe cose nelle aziende in cui facciamo manurenzione… Mi vengono i brividi al pensiero. Capisco non aver i soldi per un ammodernamento generale o addirittura un totale rifacimento degli impianti, ma almeno il minimo sindacale sí! Sarò assurdo io, ma credo che se un datore di lavoro, proprietario dell’azienda, non vuole (perché non essere in grado é ben diverso) sistemare le mancanze che vengono segnalate, di solito, a piú riprese dagli operai stessi dovrebbe per lo meno riceve una multa salatissima e poi, se non sistema, chiudere tutto! Sarò drastico ma ci sono certe cose a cui NON si può soprassedere!

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    1. Bravo Manuel, condivido totalmente la tua disamina. ChIssà che la tua giusta indignazione arrivi a chi di dovere… il lavoro è un diritto che va esercitato in condizioni di sicurezza, perché anche la Salute è un diritto!

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