Fioriture primaverili

C’è un momento della giornata ideale per fotografare i fiori: quando il sole cala all’orizzonte e si allungano le ombre. È ciò che ho sperimentato ieri pomeriggio, verso le 18.30. Prima di ritirarmi in casa, dopo aver letto un’oretta sotto il portico ho notato che il sole era tornato – infatti la giornata non è stata granché – e valeva la pena fare qualche scatto. Soggetto privilegiato la Camelia che in un paio di giorni si è imbottita di fiori, mentre quelli del Glicine sono sul punto di aprirsi. I Tulipani sembrano soldatini a difesa del giardino. Le Ortensie si sono vestite di tante belle foglie, in attesa di abbozzare i capolini. Sono sbocciati un paio di fiori della Magnolia, ai piedi della quale fanno corona i Mughetti. È uno stupore constatare la bellezza della natura nella varietà delle sue espressioni. Se la godono anche i gatti che scorazzano tra le pratoline e si inerpicano sull’Albicocco con invidiabile agilità. Soggetti difficili da fotografare, a differenza dei fiori, ai quali ho dedicato una sezione della mia Silloge di fotografia e poesia Natura d’oro che mi sono ‘regalata’ al momento della pensione. Torna utile riportare la poesia Mughetti Lame verdi/proteggono/pudiche corolle/dai dardi focosi/del sole./Basta un tocco,/un colpo d brezza/una carezza/e si sparge dintorno/un’aura di freschezza.// In attesa che i profumatissimi fiori fioriscano a Maggio, ricordo che la pianta è legata alla Festa del Lavoro. Pianta perenne, ama l’ombra e i terreni umidi. Infatti la mia, oltre che sotto la Magnolia è anche in vasi sopra la fontana sotto la vite di uva fragola. Ci sono affezionata, perché in origine la pianta di Mughetti era di mia mamma. Dopo la sua dipartita, l’ho portata a casa mia dove si è adattata e continua a farmi visita con i bianchi campanellini di anno in anno.

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