Ciao Marzo!

Il primo Marzo si celebrava una delle più importanti festività dell’antica Roma, chiamata i “Matronalia” in onore di Giunone Lucina, protettrice delle spose e del parto. Considerata la “festa della donna romana” sanciva l’inizio del nuovo anno, unendo culto religioso, celebrazione della fertilità e omaggio alle matrone con doni da parte dei mariti. Mia madre faceva l’ostetrica e le arrivava una rivista che si chiamava Lucina. Mi attraeva quel nome, che allora ignoravo essere legato al lieto evento. Nel calendario romano primitivo, attribuito a Romolo l’anno iniziava con il mese di marzo, dedicato a Marte, padre di Romolo, dio della guerra e della rinascita. La parola rinascita si sposa bene con l’aggettivo felice che può essere anche un nome proprio, tant’è che in un mio calendario oggi è riportato San Felice III papa, mentre la chiesa cattolica ricorda Sant’Albino, vescovo di Vercelli. Comunque sia, si annusa aria di Primavera, che dal punto di vista meteorologico inizia oggi. Sebbene la giornata non sia soleggiata, ho fatto una capatina in Via Lungomuson a Castelcucco, per fotografare una pianta di Mimosa appena fiorita, ma non del tutto. Dalle parti della chiesa, in un luogo appartato è addossata a una parete di sassi e affonda le radici in un corso d’acqua che nutrirà le Calle nei prossimi mesi. La sponda è punteggiata di fiori gialli, credo piccole Giunchiglie o Narcisi. È un luogo meritevole di passeggiate che stimola la creatività. Non mi stupirei che la settimana prossima, si incontrassero qui diverse donne per festeggiare l’otto marzo. Io mi propongo di accompagnare Lucia in una delle sue ‘escursioni’ pomeridiane, contando sul buon tempo, dato che la variabilità è d’obbligo. “Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello” dice il noto proverbio. Vediamo…

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