Operazione repulisti

Mi sento psicologicamente con le ossa rotte, anche se lo sforzo fisico lo ha fatto Manuel. Da tempo dovevo liberare la libreria in studio da molti testi scolastici di Italiano, Storia, Educazione Civica, Geografia, cioè le mie materie di insegnamento, con un’appendice di atlanti, guide per il docente, quaderni operativi e schede varie. Ammetto che molti erano copie omaggio dei rappresentanti, lasciate in visione con la speranza di una nuova adozione. Portato a casa una volta un testo, la volta dopo un altro…nel corso degli anni divenuti decenni, la libreria si è riempita a dismisura. Ho provato a collocarli altrove, in biblioteca e a scuola, ma senza successo, trattandosi di testi scolastici e non di narrativa, più accattivantI. Sebbene con il magone, ieri è finalmente iniziato lo sgombero che continuerà oggi. La simpatia di Manuel mi ha consentito perfino di sorridere, durante la selezione dei volumi da cestinare. Però, data la quantità del materiale da smaltire, il cestino è stato sostituito dalla carriola, seguita dal bidone della carta, con destinazione finale eco centro. Mi piange il cuore sapere che fine fa un libro cartaceo, soppiantato dai prodotti della tecnologia. Avrei preferito consentirgli una seconda vita, ma “Panta rei/Tutto scorre” secondo il celebre aforisma attribuito a Eraclito, per ricordarci che tutto cambia costantemente. Ovviamente non ho buttato tutto, ma ho liberato diverse scansie che saranno occupate comunque da altri materiali e oggetti, perché l’ordine mi inquieta. Comunque spettava a me metterci mano, dato che sono stati strumenti del mio lavoro professionale. Essere supportata da Manuel, mio speciale ex alunno ora Ingegnere pone un sigillo di garanzia all’operazione repulisti.

7 pensieri riguardo “Operazione repulisti”

  1. È vero, i libri cartacei hanno un’anima che sembra svanire quando li gettiamo via, soprattutto in un’epoca in cui tutto diventa digitale e usa-e-getta, veramente devo farlo anch’io… Nel mio comune ci sono dei contenitori fatti apposta per depositare libri o prenderne, ne ho preso uno della Fallacci e depositati parecchi ma non si muovono da soli e ho visto che a nessuno interessa, se non qualche nonnina… Purtroppo i tuoi testi scolastici vengono ridotti in polpa, depurata da inchiostri e collanti, e trasformata in nuova carta o cartone, comunque almeno non gettati in discarica come facevano una volta; lo so perchè c’è mio figlio che lavora in questo ambiente “carta e plastica”… I libri non sono solo oggetti: sono ricordi, emozioni, pezzi di noi: buttarli via può sembrare come perdere una parte della propria storia, anche se non li sfoglio più da anni… Veramente avevo pensato di digitalizzarli, ma poi mi sono convinto che comunque non interessano più a nessuno; Li ho sfogliarli per un’ultima volta, ringraziati mentalmente per quello che mi hanno dato, così il libro “resta” in un altro modo… ivano

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    1. Grazie per la comprensione e condivisione. In effetti rappresentano una lunga parte della mia storia e anch’io li ringrazio. Peccato che interessino poco. Secondo me, torneranno in auge quando i danni da dipendenza digitale diventeranno una malattia da curare…e ci siamo quasi. Grazie, buon pomeriggio 🤝

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  2. Anch’io sono alle prese con un trasloco di libri! Dal Veneto al Piemonte. Gettar via un libro?! Impossibile. Il libro è un amico fidato, che mi ha aperto il suo cuore. Gettare è blasfemo.
    Poi ci sono le tante riviste di viaggi e di Natura con magnifiche foto. In casa non c’è più posto. Passo doloroso abbandonare. Questi testi sono sempre validi, estranei al panta rei. Cercano famiglia, anche ai bambini piacerebbero. Sappiamo che donare è più bello che ricevere. Riuscirò? Qualcuno si farà avanti? Anche solo per qualche giornale.
    Pur senza speranza qual sono, alla speranza pure m’abbandono.

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