Ho una simpatia particolare per i vecchi, forse perché non ho conosciuto i nonni da bambina. Perciò mi colpiscono le vicende che li riguardano, specie se a lieto fine, come quella che ha per protagonista Alfredo Lutzu, 86 anni, di Prato. Ha ricevuto una busta verde dal Comune con dentro una multa e le istruzioni per scaricare il verbale, eccetera. Solo che Alfredo ha un vecchio telefonino ed è impossibilitato a procedere. In sovrimpressione al servizio trasmesso in tivù sul primo canale stamattina scorre il titolo: Quando la tecnologia è un tabù. La multa digitale alla fine viene annullata, ma per il pensionato non è stato facile venirne a capo e ce lo spiega: “Multa con il Qr Code. Non ho smartphone, pagarla è un incubo”. Avrebbe potuto andare in un Caf per fasi stampare il verbale cartaceo, comunque qualcuno lo ha aiutato, dato che la vicenda si è risolta positivamente. Piuttosto sposterei l’attenzione… sulla disattenzione (scusate il bisticcio di parole) verso le persone in là con gli anni che decidono di fare a meno della tecnologia. A una certa età uno rinuncia a molte cose, anche al superfluo. Assodato che la tecnologia è utilissima in svariati campi, va da sé che non è obbligatorio essere aggiornati su tutto. Il mio tablet ha compiuto cinque anni e non ricevo più gli aggiornamenti: un impiccio in meno. Finché mi consente di scrivere sulla tastiera e di connettermi con i lettori, basta così. Pesa abbastanza, perciò quando vado a fare la spesa mi porto dietro un foglietto di carta con l’elenco delle cose da acquistare scritte con la matita (che non si scarica). E non sono la sola.

E che mi dici ,che ora x avere le immagini di una radiografia o ecografia ,dobbiamo arrangiarci e scaricarle da casa ,con la password che ricevi dal sistema?
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Quando è troppo… è troppo! 😟
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L’ultimo anno della vita di mia madre l’ho vissuto tutti i giorni insieme a lei in quanto aveva bisogno di sostegno, è stato bellissimo perché mi ha raccontato la sua infanzia; mi ha raccontato che assieme a sua sorella gemella e ha qualche altro ragazzino facevano due chilometri di corsa per andare a vedere la Littorina ( il treno ) che passava due volte al giorno… anche allora il progresso stava cambiando le cose tanto che suo nonno, cioè il mio bisnonno diceva loro che non si poteva andare avanti così e che sarebbe crollato il mondo, perché Dio non permette agli uomini di saperne più di lui… il problema è che bisogna superare una difficoltà psicologica, in pratica è uno sforzo che uso anch’io per aiutarmi a rimanere aggiornato, di anziani devono abituarsi ad essere concreti e non rimanere bloccati nel passato, perché non si tratta solo di saper usare un nuovo oggetto… Bisogna dire anche che la tecnologia è fatta per i giovani ed è impostata con i loro sistema molto lontano dal nostro… Qui a Villorba Dove abito, si può andare alla biblioteca vicinissima al comune che c’è una persona a disposizione degli anziani… dai dai teniamo duro che è solo l’inizio del cambiamento… ivano
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Bella la testimonianza su tua madre, tuo bisnonno deve essere stato un vero ‘patriarca’. Vivere il presente per un anziano è certo più complicato di quanto lo sia per i giovani, che peraltro non invidio dato che hanno molto ma sono anche molto soli, sfiduciati, senza grinta. Io rimango equidistante, tra matita e pc, invidiando cordialmente chi riesce a farne a meno e vive sereno lo stesso.
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scusate gli errori ma ho dettato e questo strumento elettronico comete qualche errore di scrittura
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Una volta erano i nonni che tramandavano ai nipoti.le loro esperienze. Oggi, in un mondo che cambia alla velocità della luce, parlare agli anziani di nuove tecnologie è molto difficile perché per molti non rappresentano l’autonomia ma una fonte di scoraggiamento. Per fortuna ci sono figli e nipoti disponibili a dare una mano
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Ottima riflessione, sperando che figli e nipoti ci siano. Viceversa ci sono i volontari e persone disponibili. Però bisogna saper chiedere… Ciao, buon pomeriggio 🌻
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In risposta al tuo pensiero per i giovani, che secondo me non è reale… dedicato alla giovane nipotina di solo 10 anni impegnata a truccarsi ed sentirsi Grande…. Ivano, voglio essere magra
truccata, così sui social sarò la più amata
Le rose bambine si chiaman Boccioli
Piccoli sogni che crescono da soli
e Isabelle come bocciolo è proprio carina
Però vuole essere già grande,
come alcune rose viste in vetrina…
e la fioraia la vuole sgargiante
per esporla come un diamante
e allora Isabelle si tinge i petali di rosso
fiorisce prima con grande sforzo
e lì in vetrina splendente
si sente grande…
Ma non sente niente…
Ha perso il profumo
di rugiada e di prato
per un vaso troppo stretto e addobato
Una cosa permettimi di dirti o Isabelle
lasciati il tempo per fiorire
non serve trucco
non serve fretta
La Primavera é un’amica che ASPETTA
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Chissà che Isabelle colga questo messaggio poetico!
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