Si salvi chi può!

Anche se sono in pensione, rimango un’insegnante. Me lo ricorda simpaticamente Paolo Mares, il sindaco e chi si ostina a chiamarmi con l’appellativo “prof”, come se mi fosse cucito addosso. Sarà anche per questo che mi colpisce ciò che riguarda la scuola, il mio ambiente di lavoro, nel bene e nel male. Dalla rapida scorsa al Gazzettino, mi soffermo su un articolo e una lettera al direttore, di cui riporto i rspettivi titoli: Alunno maltrattato a scuola: maestra patteggia due anni (successo a Maserada) e I giovani accoltellatori sono analfabeti emotivi ma le famiglie devono essere chiamate a rispondere dei loro reati (risposta del direttore Roberto Papetti a un lettore). È assodato che oggi si chieda ad un insegnante molto più che la trasmissione della cultura, di calarsi magari in panni non suoi per rimediare a scompensi di varia natura. Negli Anni Cinquanta – i miei per intendersi – tre erano le figure professionali da omaggiare: medico, prete e maestro. La famiglia era un’istituzione ancora sana e chi sgarrava a scuola, riceveva a casa il resto della punizione comminata. Il fenomeno delle baby gang era di là da venire, mentre oggi è di allarmante attualità. Mi preoccupa ciò che succede, solidarizzo con i miei colleghi, sottoposti a carichi e incarichi straordinari, a monte di stipendi non adeguati. Ogni tanto qualcuno ‘scoppia’ e non fa onore alla categoria. Se il modello ‘famiglia-modello’ si è sfaldato, siamo proprio in acque perigliose e mi viene da dire: Si salvi chi può!

6 pensieri riguardo “Si salvi chi può!”

  1. Sono contenta di essere in pensione non oso immaginare quel che succede ai miei colleghi in quella scuola passata agli onori della cronaca…..Mi dispiace !!!

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  2. Il tuo argomento Ada riflette una crisi profonda che molti percepiscono nella società contemporanea… Il modello Famiglia e Scuola sono due pilastri tradizionali che, negli ultimi decenni, hanno subito trasformazioni radicali, spesso vissute come una frammentazione o addirittura un collasso… I miei nipoti adesso sono quasi adulti, ma i nipoti della mia compagna veramente mi preoccupano, anche se sono poco più che bambini il loro comportamento non segue le regole e intervengo sempre quando mi confronto con loro e con la nonna che li accetta, soprattutto per quello che riguarda il rispetto… Purtroppo la famiglia genitori + figli non è più l’unico modello; ci sono famiglie monoparentali, ricomposte, omogenitoriali, single per scelta, ecc… Poi c’è la crisi economica che i genitori devono sopportare, quì da me le case sono molto aumentare e gli affitti sono carissimi un mini parte da 600 € al mese più spese, con stipendi operai poco più di mille euro, parli degli insegnanti, ma gli operai sono ancora peggio… Poi vedo che c’è l’individualismo che prende piede sostenuto dal digitale, quei due ragazzini non vanno a giocare con nessuno… Credo che la scuola, con l’esperienza avuta con mio nipote che adesso frequenta la quinta superiore; sempre secondo me, é slegata dalla realtà, poco utile per il futuro, o troppo rigida, l’hanno scorso o due anni fa quì a Treviso circa cento insegnanti sono stati mandati a casa perché la loro laurea non era conforme … ivano

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  3. Assistiamo ad una perdita di valori dilagante e la nostra.societa traballa nella superficialità collettiva. Bisogna cambiare rotta. Basta essere più coerenti e non mollare mai. La scuola è in prima fila, ma le famiglie devono riflettere e tornare verso la serietà. Scuola e famiglia devono camminare insieme altrimenti perdiamo i ragazzi.

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  4. Penso che insegnare oggi sia una sfida quotidiana. Affrontare ogni giorno classi sovraffollate, carenza di docenti, stipendi bassi, gestione di ragazzi a cui manca la buona educazione ed il rispetto verso gli insegnanti , la scarsa collaborazione scuola-famiglia, fanno sì che l’insegnante nonostante preparazione e la passione per il proprio.lavoro si senta mortificato.

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