Incontro poliglotta

Poliglotta è un aggettivo che compete a chi padroneggia fluentemente più di tre lingue, e non è il mio caso. Mi torna utile per rendere l’atmosfera respirata ieri a pranzo, in un localino della zona: Manuel parlava disinvoltamente in inglese con Ainur, kazaka mentre io discorrevo con Flavio in Italiano. I vicini di tavolo comunicavano in dialetto veneto. Per fortuna la lingua è un mezzo esportabile e il digitale può aiutare parecchio. Flavio me ne offre l’occasione su un piatto d’argento, confidandomi che ha iniziato a tradurre in inglese una ventina di pagine del mio ultimo libro Amici Inaspettati – di cui lui è la principale fonte – con l’intenzione di farlo tradurre poi in russo. Nel suo ambiente di lavoro ad Aksaj, in Kazakistan, inglese e russo sono le lingue predominanti. Credo che lui sia l’unico italiano tra 150 dipendenti. Ovviamente si è fatto degli amici, ai quali intende far conoscere la storia di Rex che è riuscito a portare nel bellunese. Di certo ‘l’umano cane’ come lui chiama l’amico a quattro zampe sopporta meglio i meno 10 di Taibon dove abita ora con Tania e Alessandro, rispetto ai meno 35 del suo luogo d’origine. Inoltre non ha bisogno di traduttore e coglie al volo il comportamento delle persone. Talvolta la fortuna è dalla parte degli animali, se l’uomo collabora.

4 pensieri riguardo “Incontro poliglotta”

  1. Stare insieme a persone che parlano lingue diverse è bello.e interessante.E’ un’opportunità per imparare, arricchirsi culturalmente e rafforzare i legami, perché ogni.lingua porta con sé un modo di pensare.

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