Da Gaza agli ospedali italiani

In mezzo al mare magnum delle brutte notizie, quelle buone passano in subordine. È il caso dei bambini palestinesi giunti con voli umanitari da Gaza per essere curati in ospedali italiani, per gravi patologie. Accolti dal Ministro degli Esteri Tajani, sono atterrati ieri a Ciampino 14 bambini e familiari, seguiti da altri 7 bambini e accompagnatori, portando il totale dei minori accolti a circa 200, anzi il numero è salito a 232. l’Italia è in prima fila per aiutare la popolazione civile di Gaza, però è una goccia nel mare pensare a “Noi solidali e portatori di pace” a fronte di 68 milioni di tonnellate di macerie su Gaza. La tregua viene disattesa sia da Israele che da Hamas. Chissà quanto tempo ci vorrà per l’avvento della pace e quante vittime allungheranno l’elenco dei 30.000 e più morti finora. A Gaza non ci sono più zone sicure e l’espressione “Catastrofe umanitaria” si commenta da sola. Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, una voce importante per la Terra Santa e i cristiani afferma: “A Gaza non c’è più nulla. Bisogna pensare alla ricostruzione”. Ieri sera, durante il programma È sempre carta bianca, ho visto dei filmati di un realismo angosciante. Mi auguro che i bambini giunti in Italia per essere risanati possano sperimentare gli effetti contrari dell’odio, senza coltivare sentimenti di vendetta.

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