Ho acceso la stufa. Un po’ più tardi rispetto agli anni passati, forse per un tentativo di prolungare la bella stagione. Comunque da un paio di settimane, alla sera funzionano i termosifoni e quando mi distendo sulla poltrona relax uso una copertina termica su cui si accomodano Grey e Pepita, così ce la godiamo in tre. In camera ho un cronotermostato che temevo fosse bloccato, ma con la bassa temperatura notturna si è ‘aggiustato’, regalandomi il teporino assai gradito alle ossa. Però riconosco che il calore della stufa è tutta un’altra cosa. Vedere la legna ardere e sentire l’odore spandersi per le stanze è un valore aggiunto. La mia è una stufa in maiolica refrattaria di colore beige, regalo di mia mamma per l’ingresso nella casa nuova (che risale al giugno 2000). Riconosco che riscaldarsi con la legna conferisce all’ambiente un’atmosfera intima, che rinvia al passato. Ricordo il ‘larin’ della nonna materna Adelaide che in dialetto significa focolare, riferito al luogo di ritrovo della casa dove si accendeva il fuoco. Scopro che il termine ha anche un altro significato: rinvia a Lar, una città persiana e alla moneta utilizzata – un tondino d’argento di circa 10 cm – nelle aree dell’Oceano Indiano. Mi tornano alla mente i Lari, gli spiriti protettori della casa e i Penati, protettori della famiglia nel culto romano. Ovverosia le anime degli antenati defunti che vegliavano – e spero continuino a vegliare – su di noi. 🙏

Non rinuncerei mai alla stufa a legna.Tanto preziose le sue qualità: scoppiettii che ti fanno pensare alla presenza di qualcuno, l’incanto dei colori e delle forme delle fiamme,un poco di fumo che ti fa tornare indietro nel tempo.Evviva la stufa!
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Bellissima descrizione… sensoriale! Grazie, ciao!
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Me lo diceva sempre mio nonno, vedrai quando muoio vengo a tirarti i piedi, sono ancora qua che lo aspetto… Noi da bambini in quella grande casa d’inverno avevamo una stanza esclusiva dove c’era una stufa a legna che ci portava a vivere un’atmosfera tutta particolare, dove si facevano i compiti e si giocava assieme ai nonni, i genitori purtroppo non avevano il tempo di godere se non quando rientravano alla sera per portarci a letto… la legna a quel tempo era la base per creare il calore, anche perché in quegli anni faceva molto freddo, ghiacciavano addirittura i fossi e l’acqua correva sotto il ghiaccio; poi da più grandicello ho scoperto che il legno rilascia polveri sottili e monossido di carbonio e altri idrocarburi dannosi per la salute umana e l’ambiente, pertanto stai attenta che la tua stufa abbia lo scarico ben pulito… quante cose sono cambiate in pochissimo tempo da quando ero ragazzo ad adesso, in questo momento sto studiando le onde gravitazionali scoperte, presumo da 10 anni: cose che se confidate al mio nonno mi avrebbe detto che sarebbe opera del diavolo, mi faccio sorridere da solo… ivano
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Grazie per l’avvertimento, ma limito a poche ore serali l’uso della stufa a legna. Simpatico tuo nonno. Molte cose sono cambiate in pochi decenni, sia nella natura che nelle persone. Io non mi sono goduta i nonni – mancati troppo presto – ma ne ho, per così dire adottati alcuni. Non sono neanche nonna, era destino! Saluti alle onde gravitazionali, io ripasso i classici: c’è spazio per tutti!
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Me lo diceva sempre mio nonno, vedrai quando muoio vengo a tirarti i piedi, sono ancora qua che lo aspetto… Noi da bambini in quella grande casa d’inverno avevamo una stanza esclusiva dove c’era una stufa a legna che ci portava a vivere un’atmosfera tutta particolare, dove si facevano i compiti e si giocava assieme ai nonni, i genitori purtroppo non avevano il tempo di godere se non quando rientravano alla sera per portarci a letto… la legna a quel tempo era la base per creare il calore, anche perché in quegli anni faceva molto freddo, ghiacciavano addirittura i fossi e l’acqua correva sotto il ghiaccio; poi da più grandicello ho scoperto che il legno rilascia polveri sottili e monossido di carbonio e altri idrocarburi dannosi per la salute umana e l’ambiente, pertanto stai attenta che la tua stufa abbia lo scarico ben pulito… quante cose sono cambiate in pochissimo tempo da quando ero ragazzo ad adesso, in questo momento sto studiando le onde gravitazionali scoperte, presumo da 10 anni: cose che se confidate al mio nonno mi avrebbe detto che sarebbe opera del diavolo, mi faccio sorridere da solo… ivano
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Anch’ io ho brutti e bei ricordi del ” larin ” di una volta ,quando nonna a volte cucinava e un bel giorno correndo per la cucina ,l’ ho urtata e lei in quel preciso istante si era girata con la padella in mano piena d’ olio che mi cadde addosso.Ancora adesso porto i segni ….povera nonna Marta !! Lei non aveva colpa, ma quella volta mi è andata bene !!!
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Caspita! Correre in cucina era ed è pericoloso…mi racconterai meglio, se vuoi. Del resto, gli incidenti in casa r8mangono anche oggi numerosi. Ciao, a dopo 🤝
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