“La briscola contro la solitudine” è il titolo del servizio in coda a 1Mattina News che mi fa iniziare la settimana col sorriso. A Perugia, Mara Bardellini pubblica sui social un invito per chi fosse disposto a fare un po’ di compagnia alla madre Maria, impossibilitata a uscire e privata di relazioni sociali. Questo il testo pubblicato: “Cerco compagni di briscola per mamma Maria, lei ama giocare a carte. In cambio offriamo chiacchiere e merenda, venite in tanti”. Ammirevole l’iniziativa della signora che si è impegnata per riempire i pomeriggi alla madre. L’appello è diventato virale e in molti si sono fatti vivi. Durante la trasmissione viene intervistato anche Stefano Zecchi, scrittore, opinionista e quant’altro che riconosce in questo caso la positività dei social. Io non so giocare a carte, ma mi piace scrivere. Prima della pandemia ero stata in qualche casa di soggiorno per anziani, a leggere poesie e racconti. Devo ammettere con reciproca soddisfazione. Conservo un fiore di carta che le ospiti di una struttura mi avevano regalato. Nel 2021 ho subito il primo intervento alle anche, seguito dal secondo nel 2024, per le preziose mani del dottor Giovanni Grano. Vado in palestra una volta la settimana e cammino q.b. Sono indipendente e autonoma. La solitudine non mi fa paura, la confusione sì. La casa è l’ambiente silenzioso che mi permette di creare. Salute permettendo, sono disposta a uscire ancora, per intrattenere – Gratis et amore Dei – chi volesse prestare orecchio alle mie storie.

Dici bene finché va tutto bene e la salute ci sostiene, ma sappiamo bene che questo non sarà in eterno. arriverà il momento di cui abbiamo bisogno degli altri… Quando ero ragazzo i miei nonni venivano assistiti sia dai bambini che dai figli e dalle niore, adesso tutto questo non esiste più: È un punto cruciale riguardo al cambiamento culturale. Effettivamente, il modo in cui la società si prende cura degli anziani è in continua evoluzione, e non sempre in positivo per quanto riguarda la sfera affettiva e relazionale: l’ultimo anno che mia madre ha vissuto sono sempre stato insieme tutti i giorni. l’ultimo mese purtroppo sono stato costretto a portarla in RSA ed è la cosa che ancora mi sento in colpa ma non potevo fare diversamente… li vedi là dentro, non li senti sono come dei sonnambuli condannati a morte… ivano
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Purtroppo quello che dici è confermato da Testimonianze di persone in cane e ossa, attualmente costrette in strutture dove nessuno vorrebbe stare. L’uscita di scena dovrebbe essere dolce e accompagnata… l’argomento è spinoso e di scottante attualità. Incrociamo le dita…🌻
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Ada ricordati che x la festa del libro il tuo ultimo romanzo sarebbe da promuovere alle classi in quel contesto.
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Bella idea, ci rifletto su con Manuel! Grazie, buona serata
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Ben vengano queste iniziative pur di far compagnia agli anziani costretti a casa.Sperando in una vecchiaia serena.Saluti e salute!!!
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Speranza stracondivisa! 💪😀
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La solitudine scelta è non imposta io la considero una compagna. Mi offre uno spazio prezioso per sviluppare nel silenzio nuove idee. La solitudine non è solo privazione ma è un terreno fertile dove possono fiorire immaginazione, ispirazione e creatività.
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Quanto ti capisco, Francesca! La penso come te: la solitudine non imposta è un terreno fertile per chi ama scrivere come noi! Grazie di farmi compagnia tra le righe e non solo. Sereno pomeriggio! 🤝🌻
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