Don Patriciello, un prete di periferia

Lunedì mattina destinato alla spesa, come da prassi a Fonte. Prima però mi fermo al bar Milady dove l’ordinazione avviene tramite un colpo d’occhio di Diego, perché sono una cliente affezionata e abitudinaria. Il cappuccino arriva con il decoro di un fiore sulla schiuma, ed è un peccato rovinarlo: verso lo zucchero a pioggia leggera e mescolo sul bordo della tazza, così da gustarmelo ancora qualche attimo. Un piccola gesto che mi bendispone alla lettura che si concentra su un altro gesto, purtroppo minaccioso ai danni di don Maurizio Patriciello, 70 anni, parroco di Caivano (Napoli), il “prete della Terra dei fuochi”. Vittorio De Luca, pregiudicato 75enne con problemi psichici ha consegnato un proiettile calibro 9 al prete anti-camorra, impegnato nella celebrazione dell’eucarestia nella chiesa di San Paolo Apostolo. Il titolo dell’articolo sintetizza il pensiero del celebrante: “Ho avuto paura per tutti i bambini. Tornano a sparare perché lo Stato c’è” e non ha dato l’impressione di arretrare. Anzi, don Maurizio ha più volte ringraziato il governo che “si sta impegnando come non era mai successo” ed ha scritto un post sui suoi social, invitando gli autori di due recenti “stese” a desistere. La parola stesa significa atto di violenza e intimidazione tipico della camorra e della criminalità organizzata. Alla domanda del giornalista su chi deve impegnarsi per salvare il Parco Verde – hinterland napoletano – don Maurizio risponde: “Tutti.Tutti noi. Nessuno può tirare i remi in barca o mettersi alla finestra a guardare”. Lunga vita a don Patriciello!

4 pensieri riguardo “Don Patriciello, un prete di periferia”

  1. Ci vuole molto coraggio, e tanta determinazione per andare contro la camorra sapendo cosa si rischia !!! Non si tratta solo di grandi operazioni di polizia o processi giudiziari, ma anche della forza d’animo di singoli cittadini che scelgono la legalità e la denuncia a costo di enormi sacrifici personali… Questo Don Maurizio Praticello non sta combattendo solo contro uomini, armati e pericolosi, ma anche contro una cultura spaventosa che non riesce a sottrarsi da quel sistema sbagliato, ma per loro ritenuto ottimo di dare ai malviventi la loro visione di vita e non al loro comune alla loro provincia alla loro regione e al loro stato… come ho sempre detto i cittadini si meritano i politici che li rappresentano !!! ivano

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    1. Lavorare in certi ambienti degradati culturalmente significa lavorare doppio, triplo e oltre. Capisco chi fugge da certe zone gestite dalla malavita e viene al Nord per lavorare e vivere dignitosamente. Purtroppo sale al Nord anche il malavitoso, magari in giacca e cravatta… Incrociamo le dita e non giriamoci dall’altra parte. Grazie, ciao 👍

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