Sono rimasta molto scossa da quanto successo a Terracina: la 31enne Mara Severin è morta per il crollo del solaio del ristorante Essenza dove faceva la sommelier. “Non si può morire seguendo le proprie passioni” titola un quotidiano. Mara gestiva la cantina, ma era anche responsabile del servizio in sala. Il ristorante Essenza con stella Michelin era affollato di clienti quando sono stati uditi due distinti boati, seguiti dal crollo dell’intero solaio della sala. Il locale era stato ristrutturato a gennaio, il che rende ancora più incredibile la disgrazia. Si indaga per omicidio. La prima cosa che mi viene in mente è che i lavori siano stati fatti male, come purtroppo si verifica in diverse situazioni. Se così fosse, fatalità esclusa, la responsabilità sarebbe tutta umana. Angosciante sapere che una professionalità appena sbocciata – si era diplomato sommelier nel 2022 – sia stata troncata sul nascere. Il pinot nero era il suo vitigno preferito, una passione per il settore che lei stessa aveva raccontato pochi mesi fa a Cibo Today. Quindi Mara era motivata, preparata ed entusiasta di fare un lavoro nel mondo della ristorazione, che è uno dei settori forti della nostra economia. Chissà che bei progetti avrebbe realizzato, sfumati per colpa di un solaio crollatole addosso. Tra l’altro, ha allertato lei la clientela di ciò che stava per accadere, mettendola in salvo. Non è riuscita a salvare se stessa. Allunga drammaticamente l’elenco delle morti sul lavoro, non per sua distrazione, bensì per probabile negligenza altrui. Dovremmo tenerci cari i pochi giovani che non scappano dall’Italia, Paese dalle infinite fragilità, non solo ambientali.

Morire così praticando la sua professione e passione è ingiusto ..la sorella per fortuna si è salvata altrimenti i suoi genitori avrebbero pianto 2 figlie.Che disgrazia, che fato terribile…
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Già, notizie decisamente indigeste! 😭
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Il fenomeno della fuga di giovani all’estero è un tema complesso e multifattoriale che richiede una riflessione approfondita, partendo da noi genitori che li viziamo da quando sono piccoli… Anch’ io faccio parte di questo gruppo, dando ai miei figli casa e auto e prestiti, combinando un guaio che non me l’aspettavo, spinto dal bene che volevo: per fortuna adesso si è ridimensionato tutto, ma ho impiegato qualche anno per raddrizzare gli errori che ho fatto… È importante cambiare la percezione sociale dei lavori manuali… Campagne di sensibilizzazione possono mostrare come questi lavori siano essenziali per la società e possono offrire opportunità di carriera soddisfacenti, come mio nipote che da diploma di robottica sta lavorando in carozzeria pagato più che in robottica e lo chiamano in un’altra carozzeria il fine settimana, perchè non hanno gente competente, nemmenogli stranieri riescono ad avere le nostre capacità, come quel soffitto che è crollato di sicuro non è stato ripristinato dai nostri lavoratori… è fondamentale creare un ambiente in cui i giovani si sentano valorizzati: cosa che ai miei tempi non serviva: sia che decidano di partire sia che decidano di rimanere. Questo richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle imprese e della società civile, ma sopratutto della famiglia… ivano
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Dici bene, ma temo che troppi siano sordi a questo saggio pensiero. D’accordo che va cambiata la percezione sociale dei lavori manuali …anche Manuel, Ingegnere elettronico, al momento fa il cameriere in Australia. Ma credo potrebbe farlo anche qui. Io pure, già laureata feci per quattro anni l’applicata di segreteria: era frustrante, ma almeno ho imparato a scrivere a macchina. Come genitore non ho imposto cosa fare a mio figlio, piuttosto sollevata che non abbia voluto fare l’insegnante! Ognuno deve farsi la sua strada… Buon pomeriggio, ciao! 🤝
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