Ascolto, questo sconosciuto

Mattina. I bambini del vicino Nido stanno facendo attività fuori. Li sento vociare e anche gridare. Una maestra dice: “Smettila” e mi ricorda un aneddoto curioso. All’inizio della prima elementare, mio figlio aveva preso un castigo che doveva ricopiare un certo numero di volte. Questo il testo: “Non si grida inutilmente”. E cosa fa il bricconcello? Di sua sponte aggiunge una esse al verbo grida, cosicché si legga: “Non si sgrida inutilmente”. Non so come l’abbia presa la maestra, ma il carattere tosto dava i suoi primi segnali. Il campanile batte le nove di una mattina che si prospetta caldissima ma – quel che è peggio – afosa. Forse i bambini si adattano meglio dei grandi al cambiamento climatico. Percepisco le loro grida come manifestazione di gioia ed entusiasmo. Viceversa mi infastidiscono molto quelle degli adulti. Non mi capacito dei toni alti dei clienti dei bar, sia maschi che femmine: sembrano tutti sordi! Alla base, sospetto ci sia maleducazione e sottostima dell’ascolto, una delle abilità della scuola media, che sono: ascoltare, parlare, leggere, scrivere. Evito di fare considerazioni didattiche, perché i docenti hanno perfino troppe gatte da pelare in questo periodo. L’inquinamento acustico è nutrito anche in famiglia e sembra addirittura un valore tra i giovani che fanno bisboccia il sabato sera. Festa di fine anno, compleanno, matrimonio…perfino santo patrono sono occasioni per ‘farsi sentire’ che non mi trovano affatto d’accordo. Un corso sul silenzio non sarebbe male, accompagnato da esercizi adeguati. Con buona pace dei ristoratori, probabilmente abituati all’alto volume e di conseguenza tolleranti. Per me, “Meglio un silenzio sensato che parole senza senso”.

7 pensieri riguardo “Ascolto, questo sconosciuto”

  1. La tua frase finale ,mi trova pienamente d’ accordo!!! L’ altra notte mi sono alzata e alle 2.30 c’ era un vociare in piazza che mi son detta: ma questi quando vanno a dormire?

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  2. Sono perfettamente d’accordo con te. Un corso sul silenzio lo farei fare alla trentina di ragazzini che ogni pomeriggio frequentano la piazza urlando fino a notte inoltrata. . Si può benissimo giocare senza urlare perché tanto fastidio possono recare.

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  3. quando passano gli anni hai hai hai …È vero che con l’età possono emergere alcune sfide, sia per la persona che invecchiano sia per chi le sta intorno, ma queste non sono universali né inevitabili è indubbio che diventiamo fastidiosi di tutto…. insofferente nervoso o irascibile non di meno irritabile…

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    1. Non è questione d’età, ma di mancanza di rispetto, bella parola caduta in disuso….mentre il fastidio aumenta. Sopportare non è segno di virtù, se viene lesa la possibilità di godere del silenzio, indispensabile anche per intendersi!

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