TG1MATTINA, ore 6.30 circa. Russia e Ucraina hanno completato lo scambio di prigionieri, concordato a Istanbul lo scorso 2 giugno, circa mille persone per parte. Già la parola ‘prigionieri’ suona stonata, riemersa da altri tempi. Però il video fornisce immagini drammaticamente vere: uomini smagriti, alcuni con stampelle e in sedia a rotelle che ritornano a casa dopo essere stati all’inferno. La guerra dura dal 24 febbraio 2022 (ma le radici del conflitto risalgono al 2014, con l’aggressione della Crimea e il conflitto nel Donbass). Le vittime militari ammontano a 1,4 milioni di persone. Nel mentre altre guerre si sono aggiunte.Concordo con chi afferma che è il periodo peggiore dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ritorno alla notizia iniziale dello scambio di prigionieri e sposto l’attenzione sulla folla, quasi tutta al femminile: madri, mogli, sorelle, figlie…sostengono cartelli con nome e foto del familiare che sperano di poter abbracciare, evento che non si realizza per tutte. Immagino l’angoscia di chi da tre anni non sa che fine ha fatto il proprio caro e magari non lo riconosce per il cambiamento subito. Mi torna in mente quanto capitato a mia nonna Adelaide che per quattro anni diventò muta, convinta che il figlio primogenito, chiamato in guerra negli Anni Quaranta fosse disperso. Per fortuna lo zio Geremia Stefani tornò e lei miracolosamente riprese a parlare. Diversi miei contatti mi consigliano di scrivere solo di cose belle: magari rispondo io che non rinuncio ad osservare ciò che succede intorno. Del resto non ho smesso l’attitudine ad indagare, da quando – in attesa dell’insegnamento – feci la corrispondente di zona per Il Gazzettino di Treviso, un anno soltanto (poi arrivò la cattedra) che mi ha ‘forgiato’. Anche per questo ho apprezzato il complimento di una cara collega che così mi ha descritta: “Sei davvero una poetessa dal piglio giornalistico”. Bontà sua! Prosa e Poesia sono per me due facce della stessa medaglia. Purtroppo nell’attualità c’è poco spazio per la poesia che comunque mi ostino a cercare.

E fai bene a scrivere anche di attualità, mica possiamo mettere la testa sotto la sabbia? Magari la vita fosse tutta rose e fiori…….
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La tua saggezza mi conforta! Sei un caro pilastro 🤝
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La guerra è un evento sconvolgente che ha un impatto devastante sull’elemento umano nel suo complesso. Fai bene Ada a parlarne, non dobbiamo fare come nel passato che facevano finta di non vedere, mi fanno ancora schifo… Non colpisce solo i maschi, spesso associati al combattimento, ma coinvolge in modo profondo e tragico anche tantissime donne e i deboli : bambini, anziani, persone con disabilità…
Le donne, in particolare, subiscono le conseguenze della guerra in molteplici forme:
Vittime dirette: possono essere coinvolte nei combattimenti, subire violenze di genere : stupri, schiavitù sessuale… la guerra non è solo un conflitto tra eserciti, ma un cataclisma che travolge intere società, lasciando dietro di sé una scia di sofferenza e distruzione che colpisce indiscriminatamente ogni componente umana, con un impatto particolarmente grave su chi è già più fragile… Che alla fine non risolve niente se non aumentare l’odio ed arricchire i ricchi…
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Mi trovo d’accordo con te e ti ringrazio per aver evidenziato la sofferenza delle donne, vittime dirette, come dici. Alla fine ci guadagnano solo i ricchi…se sopravvivono! Incrociamo le dita… 🤞
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